Digiuno secco (dry-fasting): cos’è, perché, benefici

Digiuno secco (dry-fasting): cos’è, perché, benefici

10626
21
QUOTA
digiuno secco

Un digiuno secco (dry-fasting) è un’assoluta astinenza dal cibo solido, liquido e anche dall’acqua. Semplicemente né si mangia, né si beve.

Tipi di digiuno secco

Ci sono due tipi di digiuno secco: “hard” e “soft”, ossia più duro o più leggero. Nel digiuno secco “hard” non si entra in contatto con l’acqua in alcuna maniera. Questo vuol dire niente docce (sì, avete letto bene!), niente lavata di mani o di denti. In un digiuno secco “soft”, invece, non si beve acqua, ma ci si può entrare in contatto.

Secondo Anna Yakuba e altri esponenti del digiuno a secco, il digiuno a secco più tosto sarebbe più facile da portare a termine e più efficace.

I russi ci precedono

Sebbene il digiuno secco non sia molto conosciuto nel mondo occidentale, è una pratica diffusa in Russia. Il massimo espositore del digiuno secco è Sergei Ivanovich Filonov, un dottore con 20 anni di esperienza nel campo del digiuno secco nel suo centro in Russia, Sinegorye.

Ci sono poche letture in rete che parlano di digiuno secco. Il Dr. Filonov ha scritto un libro di 337 pagine a riguardo: “Dry Medical Fasting: Myths and Reality”, del quale però non vi è traduzione professionale, nemmeno in inglese (si può trovare una versione malamente tradotta qui).

Non essendoci molto materiale scientifico ed esperienziale a riguardo bisogna fare extra attenzione quando si decide di intraprendere un digiuno di questo genere.

Cosa succede durante un digiuno secco

Quello che succede durante un digiuno secco è davvero interessante. Le tossine, invece di passare attraverso i canali ordinari di eliminazione (colon, reni, fegato, pelle ecc.) trasportate dai fluidi corporei, vengono incenerite nelle cellule stesse. Le cellule diventano come delle fornaci. Esse bruciano le tossine e recuperano, quando possibile, ciò che può essere riutilizzato dal corpo. Questa è una grande differenza fra il digiuno ad acqua e il digiuno secco.

Da dove ottiene il corpo l’acqua necessaria per il suo mantenimento? L’acqua origina dalle cellule stesse, in particolare dalle cellule grasse. Il Dr. Filonov sostiene che creiamo 1- 1.2 litri di acqua metabolica al giorno, della quale si dice essere la più pura di tutte perché già distillata dal corpo. Essendo questa acqua di alta qualità, il corpo avrà bisogno di meno acqua in generale per il suo funzionamento.

Si dice che un digiuno secco equivalga a 3 giorni di digiuno ad acqua, anche se questo dato è difficilmente quantificabile ed è supportato più da esperienze, che da fatti.

La pelle è un organo di eliminazione secondario e può essere utilizzato dal corpo per espellere le tossine accumulate, tra le tante altre funzioni. Durante il digiuno secco, questo organo lavora quasi al contrario: i pori si aprono sviluppando una capacità maggiore di assorbimento di acqua atmosferica.

Il digiuno secco rallenta la divisione cellulare, garantendo più energia per la riparazione e il mantenimento del corpo.

La somma di questi processi, di riciclo dell’acqua e degli elementi nutritivi utili, disintegrazione di cellule e tessuti danneggiati, rallentamento della divisione cellulare fanno sì che un rinvigorimento del sistema e un ringiovanimento generale avvenga nel corpo e si percepisca fisicamente. Spesso si parla di un digiuno a secco come una rinascita.

Durante il digiuno si vanno a distruggere parte vecchie del corpo, tessuti deboli e danneggiati, grazie ad un processo chiamato autolisi. Quando si riprende l’alimentazione, facendo attenzione a ciò che si consuma, si ha modo di costruire tessuti sani e forti per un corpo vitale e pulito.

Autolisi: un processo strabiliante di riciclaggio

Durante un digiuno viene innescato un processo fisiologico chiamato “autolisi”. Una evidente caratteristica nella riutilizzazione delle riserve.

Il Dr. Yoshinori Ohsumi ha nominato recentemente questo processo “autofagia” ed ha vinto il premio nobel in fisiologia e medicina per le sue scoperte sui suoi meccanismi. Un concetto però non nuovo agli igienisti, i quali ne parlano da almeno un centinaio di anni.

Autolisi è un meccanismo di autodistruzione che risiede dentro la cellula per mezzo di enzimi chiamati lisosomi. Un lisosoma è un organello che risiede all’interno della cellula e ne costituisce l’apparato digerente. Il suo è un ruolo davvero speciale: quello di rimuovere (digerire) cellule morte o danneggiate (da una lesione, caldo, freddo, chimici, traumi ecc.). Se il danno è lieve si degrada solo parte della cellula. Ciò che può essere scomposto e riutilizzato dall’organismo viene riciclato, il resto sarà espulso. Si passa quindi alla riparazione della cellula. Se il danno è grave, l’intera cellula verrà rimossa riutilizzando l’utilizzabile. Questo processo di disintegrazione è chiamato, appunto, autolisi.

Viene dato inizio a questo processo anche in caso di deprivazione nutritiva, come nel caso di un digiuno. E, per ordine d’importanza, le cellule dei tessuti vengono auto-lise (auto-distrutte, auto-digerite) per poter riciclare i componenti riutilizzabili dal corpo per la sua sopravvivenza.

Benefici che si ottengono grazie ad un digiuno secco

Il digiuno secco viene praticato in particolar modo in tema religioso e spirituale, ma può essere uno strumento di grande potenza anche a livello fisico.
Il digiuno secco – come qualsiasi altro tipo di digiuno o dieta depurativa – non si può considerare una “cura” per malesseri. Quando si digiuna si mettono in moto forze e proprietà del corpo umano di riabilitazione e guarigione. E’ il corpo, in definitiva, che fa il lavoro e guarisce. Semplicemente gli viene data la possibilità, il tempo e le energie per farlo.

Detto questo, ci sono diverse malattie che il Dr. Filonov ha visto guarire con efficacia con un digiuno secco, ad esempio:

– cisti uterine
– endometriosi
– infertilità
– infezioni parassitarie, batteriche e virali
– tumori benigni
– asma
– sciatica
– ulcere (stomaco, colon, intestino)
– aterosclerosi
– colon irritabile
– emorroidi
– infiammazioni

(Ma ci sono anche tante altre condizioni patologiche per le quali il digiuno secco è controindicato, come tumori maligni, ipotiroidismo e altre malattie al sistema endocrino (ormonale), cirrosi epatica, sottopeso…)

L’infiammazione in particolare beneficia da un digiuno secco

L’infiammazione è una comune azione di difesa dell’organismo (vedi anche l’articolo: Cosa non fare in caso d’infiammazione) come risultato di una lesione. E’ normale trovare batteri durante un’infiammazione perché si cibano di elementi metabolici e di scarto. I batteri vivono in un terreno umido, ma, quando si comincia a non bere, nel corpo inizia una battaglia all’ultima risorsa d’acqua. Le cellule più sane e forti vincono e ciò che rimane non è più un ambiente adatto ai batteri. E’ come prosciugare uno stagno. Le zanzare finiranno per essere devastate e, infine, morire. L’infiammazione non può sopravvivere senza acqua e la disidratazione che risulta da un digiuno secco è sterminante per questi organismi.

Non solo i microorganismi competono per l’acqua, ma anche le cellule stesse. Diventa una “battaglia del più forte”. Cellule danneggiate, malate e compromesse tendono a perdere contro le cellule sane, le quali si assicurano la poca acqua presente. Questo porta ad una diminuzione in massa e all’incenerimento e alla scomposizione delle cellule e dei tessuti meno utili (per mezzo del processo di autolisi, vedi sopra).

Il digiuno secco contro le radiazioni nucleari

E’ interessante sapere che il digiuno secco viene impiegato con successo in caso di radiazioni nucleari. Tonya Zavasta parla nel suo libro, Quantum Eating, di diversi dottori russi che sono riusciti a riabilitare pazienti sopravvissuti alla tragedia di Chernobyl e credono fermamente che il digiuno, sia a secco che ad acqua, sia l’unico modo per la ristorazione degli acidi nucleici, DNA e RNA. Anche le cellule danneggiate cominciano poi a dividersi normalmente.

Quanto lungo può essere un digiuno secco?

Anna Yakuba suggerisce di non oltrepassare i 3 giorni di digiuno secco autodidatti. E di cominciare con un periodo di 24 o 36 ore. Il Dr. Filonov fa digiunare i suoi pazienti a secco fino ad un tetto massimo di 14 giorni. E nel libro dei Guinness Book of Records è stata testimoniata la sopravvivenza di una persona senza mangiare o bere di 18 giorni.

Ci sono comunque diverse testimonianze su youtube di persone che hanno fatto delle esperienze con il digiuno secco e che hanno deciso di condividere le loro emozioni e sensazioni. Sono spesso arrivati ad un periodo di digiuno secco di 7, 9 o anche 12 giorni.

Personalmente ho portato a termine un digiuno secco assieme al mio ragazzo di 3 giorni e mezzo ed è stata un’esperienza molto piacevole, anche più di un digiuno ad acqua.

Come interrompere il digiuno secco

Come per il digiuno ad acqua, il modo di terminare il digiuno secco è importantissimo. Bisogna fare attenzione a come si riprende a bere e a mangiare. Il Dr. Filonov suggerisce di bere 2 litri di acqua pura in 2 ore, pianissimo, tenendo ogni sorso in bocca il più a lungo possibile. E continuare per le prossime 12 ore a sorsi piccolissimi e a brevi intervalli.

Per quanto riguarda la rialimentazione, Anna Yakuba suggerisce di spezzare un digiuno secco con un succo di: 2 arance, 1 limone, ½ pompelmo. Di sera consiglia un’insalata cruda. Non vengono consigliati digiuni autodidatti di più di 3-5 giorni (e purtroppo non ci sono istituti in Italia che offrono la possibilità di questo tipo di depurazione) e quindi la rialimentazione qui suggerita è relativa all’interruzione di un digiuno a secco breve.

Dove intraprendere un digiuno secco

Il digiuno secco è stato intrapreso più che altro in Russia, Anna Yakuba gestisce il suo centro in Ukraina. Quindi non credo ci siano problemi ad utilizzare questo strumento anche quando fa freddo. Anzi, se ci ricordiamo che le cellule diventano delle camere inceneritrici, un sottile ma costante tepore sarà presente all’interno del corpo. Così almeno è stata la nostra esperienza.

Ad ogni modo viene suggerito di fare questo tipo di digiuno in montagna (io aggiungerei anche in campagna), dove l’aria è pura e fresca e non c’è smog. Ricordiamoci che la pelle diventa più permeabile e quindi tenderà ad assorbire l’aria e l’acqua atmosferica. Sarebbe un peccato riempirsi di monossido di carbonio e altri veleni proprio quando si cerca di ripulirsi. Viene consigliato anche di dormire fuori all’aria aperta, ancor meglio vicino ad un fiume.

Il digiuno secco può portare importanti cambiamenti. Siano questi fisici, ma anche sblocchi emozionali e profonda riconnessione con il sé e il creato. Sono certa sarà una forma sempre più diffusa anche nel mondo occidentale, perché molto potente ed efficace.
La mia esperienza con il digiuno secco mi ha particolarmente sorpresa per la sua leggerezza e semplicità. E’ stata così piacevole e serena che sia io che il mio compagno opteremo di nuovo per questo tipo di digiuno quando ne sentiremo la necessità.

Unisciti anche tu al Blog de ilDragoParlante, inserendo la tua mail in alto a destra, cosí da non perderti i prossimi articoli ed eventi! Connettiamoci anche sulla pagina Facebook, il mio nuovo sito LaSerenaSalute.com e vediamoci sul canale YouTube de ilDragoParlante

Un voto per il tuo parere:

21 COMMENTI

  1. Cara Serena articolo bellissimo e pieno zeppo di informazioni utilissime,per me che sto facendo il digiuno ma ad acqua..il prossimo son sicura che sarà a secco. Grazie a presto …. adesso lo rileggo e lo rileggo ancora! 🙂

     
    • Carissima Margherita, che piacere leggerti! Sono felice troverai queste informazioni utili e sono sicura tante altre persone le troveranno interessanti e preziose a lungo andare.
      E’ uno strumento molto interessante che secondo me vale la pena esplorare. Attendo tue news!
      Un caldo saluto,
      Serena

       
  2. Ciao Serena!
    Dunque, alcune cose da dire (ho)
    1. Per quanto riguarda il Dottor Sergei Ivanovich Filonov: conoscendo il russo, avevo pensato di provare a tradurre in italiano. Certo, sarebbe una roba abnormemente lunga, per me, che il russo lo parlo bene, ma a leggerlo…lunga storia! Leggo più in fretta l’inglese (è esercizio). E poi è bastata una piccola ricerca per vedere che il libro integrato, in russo, è presente sul web, e c’è pure la versione inglese tradotta da un utente che si fa chiamare hghbuzz, ecco il sito: http://www.curezone.org/forums/fm.asp?i=1819401
    2. Veramente tanta roba il digiuno secco! Da come leggo, che è più potente del digiuno ad acqua, penso che ormai non c’è ragione per me per continuare a bere l’acqua (piena di sodio, e si sente parecchio proprio…si vede anche! Mia madre usa congelarla in frizer, e quando torna in forma liquida, nel fondo “nuovano” questi cristalli, pure non tanto piccoli…che brutta cosa. Acqua dal rubinetto). L’autolisi che fa sì che le cellule si brucino, usando come energie tutto ciò che trova; questo sì che è efficienza! Quindi teoricamente un digiuno ad acqua, fa sì che le sostanze tossiche vengano eliminate da feci, capelli, pelle (pori)…e il passaggio delle tossine attraverso le vie dove viaggiano, vengono in parte danneggiate, o magari ripulite? Come tempistiche…la scelta di bruciare dovrebbe implementare meno energie del portarle fuori, da quel che ho capito…però, teoricamente, il corpo predilige la scelta dell’espellerle usando l’acqua, quando è presente…quindi il corpo sceglie quest’ultima opzione come migliore da qualche punto di vista. Quindi, secondo questa logica, è “meglio” espellere le tossine con un digiuno ad acqua. Che ne pensi?
    3. Ti chiedo com’è fare attività fisica più o meno vigorosa, quindi ad esempio con pesi medio-pesanti e con sprint: senza bere mi sentivo la bocca secca (durante le pause si ri-lubrifica), ma continuavo quasi normalmente (forse la durata degli sprint, resistenza, si riduceva). E non sudo…secondo te non sudo (molto) perché non mi impegno molto, o per altri motivi? Di solito quando facevo altri sport, non è che sudassi poi così tanto eh…forse ho diminuito il periodo di attività/movimento prolungato. Può essere principalmente questo il motivo?
    4. Cosa intendi quandi parli di tumori benigni e maligni, nel senso qual’è la differenza?
    5. Non ho capito quando dici che “La somma di questi processi, di riciclo dell’acqua e degli elementi nutritivi utili, disintegrazione di cellule e tessuti danneggiati, un rallentamento della divisione cellulare fanno sì che un rinvigorimento del sistema e un ringiovanimento generale avvenga nel corpo e si percepisca fisicamente”…la parte del rallentamento della divisione cellulare: se questa avviene, come fa ad esserci il rinvigorimento del sistema, e un rigiuvanimento? Nel senso…il numero di volte che una cellula può riprodursi, teoricamente non ha nessun limite…però, dal punto di vista oggettivo/pratico, ciò accade con l’invecchiamento, diciamo dai 20-25 anni in poi…se noi abbassiamo la velocità di riproduzione cellulare, e al contempo ammettiamo che c’è un numero limite di riproduzione cellulare, vivremmo di più. Oppure, se la riproduzione cellulare mantiene il corpo il più possibile in salute, l’abbassamento della velocità di riproduzione, potrebbe essere inteso come una ridotta necessità di eliminare tossine, e quindi riduzione velocità riproduzione cellulare = stato fisico migliore. Però non è provato che ci sia un numero massimo di riproduzione cellulare (come il numero di Ovuli nelle Ovaie); quindi l’invecchiamento a cosa è dovuto? In teoria non si potrebbe vivere per sempre? Ma se noi riacquisissimo gli enzimi necessari a digerire il latte materno, e lo berremmo da adulti, potremmo allungare la vita o ringiovanire? Eh, queste domande…
    6. Beh basta 😀 pensavo alla dilatazione dei pori della pelle che iniziano ad assorbire aria ed acqua dall’atmosfera; mi vien da collegare il fenomeno all’effetto aureola, quando si usa l’azoto presente nell’ambiente al posto delle proteine. Che dici, ci può essere un collegamento?
    Grazie degli articoli e impegno e tutto quanto per diffondere informazioni, a presto
    HV

     
    • Ciao Vlad!

      1. Grazie mille per il pensiero di tradurre il libro, purtroppo sì, sarebbe un bel lavoraccio 🙂
      2. Le tossine irritano il corpo, dovunque viaggiano. Per questo il corpo utilizza acqua e grasso per tenerle in soluzione… in modo da non fare troppi danni. Se sono troppe, a lungo andare può anche metterle in “quarantena” dentro dei tessuti. gli igienisti ritengono che queste tossine in quarantena formino i tumori.
      Il corpo cerca sempre il modo migliore, più efficace e sicuro di eliminare le tossine, quindi è corretto dire che se c’è acqua e il corpo sceglie di espellere le tossine attraverso i canali principali di eliminazione è perché in questo modo gli risulta più semplice. Comunque anche durante il digiuno a secco si fa pipì (e quindi si espellono le tossine anche attraverso l’urina e quindi i reni). Io l’ho fatta tutti i giorni. E’ sorprendente quanta acqua il corpo possa generare anche se privato di acqua o alimenti che contengono liquidi.
      Credo che i due tipi di digiuno siano semplicemente differenti. E’ come dire: allora forse è meglio fare un periodo di succhi piuttosto che un digiuno. Dipende. Il digiuno sarà sempre più efficace di un periodo a succhi o a monofrutto. Però dipende da chi lo fa. Se una persona è molto intossicata e non ha mai fatto un periodo di disintossicazione e pulizia interna, magari è meglio se ci va più piano e comincia con un periodo a crudo o a succhi, piuttosto che immediatamente con un digiuno. Io avevo voglia di fare questa esperienza e sono rimasta particolarmente sorpresa del risultato e di come mi sono sentita.
      3. Durante un digiuno non si fa attività fisica. Se proprio ci si sente basta una camminata all’aria aperta. Ma è meglio tenere le energie per la guarigione interna, piuttosto che disperderla in esercizio.
      Usi deodoranti? Se li usi da tanto potrebbero essere la causa della non sudorazione. I deodoranti e le creme sono così tossici che il corpo non fa aprire i pori. Se ne fai uso, prova a smettere e vedrai che in qualche mese massimo dovresti sudare normalmente.
      Altrimenti potrebbe anche essere genetica e la predisposizione della tua pelle. Ci sono persone che sudano appena fanno una corsetta, altri devono “darci dentro” prima di vedere una gocciolina.
      4. I tumori benigni sono tumori delimitati all’organo di origine. I tumori maligni si espandono agli altri organi. Ad ogni modo ci sono diversi tipi di tumore, è un tema complesso.
      5. E’ un argomento interessante questo! In teoria la riproduzione cellulare potrebbe essere “infinita”. Però per come viviamo, la nostra condizione fisica, mentale ed emozionale sembrerebbero dirci il contrario e sembrerebbe che la cellula abbia solo un tot. di vita e di possibilità di duplicazione. Quindi rallentare questo processo mantiene il corpo giovane di conseguenza. Inoltre, se durante questo digiuno si riutilizza eccellentemente l’acqua metabolica, la quale e la più pura in assoluto, per le cellule è manna dal cielo. Il ringiovanimento poi avviene anche grazie al fatto di eliminare tutto ciò che è danneggiato, tessuti malati ecc… ti immagini quando si fanno le pulizie a fondo di casa? Non si sta molto meglio poi?
      6. Qui non saprei che risponderti perché non ho mai sentito parlare di questo fenomeno 🙂

      Ti mando un caloroso saluto e ti auguro buona giornata!
      Serena

       
      • Che bello che mi hai risposto così ampiamente 😀
        1. Un accenno alla quarantena delle tossine nei tessuti –> tumori. Ok con questa teoria, quando ad esempio il corpo non cerca neppure più di pulirsi tramite le malattie, e lo sporco si accumula…e poi magari si diffonde in altre parti attraverso la circolazione sanguigna (metastasi)…ma come fa ad essere benigno un accumulo di tossine in una parte di tessuto/corpo, anche se non si diffonde? E’ benigno proprio perché sta in quarantena? Mi viene da pensare a come si tenevano separati i sani dai malati di lebbra o morti…e beh, questo ha un senso; se non si diffonde, muore solo quella parte di popolazione affetta e la civiltà sopravvive. E’ un po’ questa la storia della sua benignità?
        2. PS: ho appena starnutito e mi è venuta in mente una domanda: solitamente quando devo starnutire lo faccio 2-3 volte di seguito (ovviamente è automatico, e la pausa tra uno starnuto e l’altro è di 2 secondi circa), e da quel che mi sembra di capire, il corpo vuole pulirsi e quindi dovrei starnutire “liberamente”. Ma io mi “trattengo”, hai presente? Per non fare uno starnuto rumoroso o doloroso (se lo facessi “libero” penso che mi farei molto male al setto nasale, con tutta quella velocità – 100 km orari mi pare addirittura). Dovrei invece, per una volta, provare a farlo liberamente perché è quello che vuole il mio organismo? Oppure questo sa già che io mi tratterrò e si è settato adeguatamente per farmi fare quella potenza (visto che sa già che mi tratterrò)? Che ne pensi?
        3. Per quanto riguarda la riserva d’acqua del corpo, l’altro giorno ho letto a proposito dell’aria: ne adoperiamo circa 5 litri ad ogni inspirazione-espirazione. E di questi 5 litri, 1,5 rimangono sempre dentro il nostro corpo. Quindi se manca l’aria, possiamo prendere da lì l’ossigeno. Ma comunque, ammettendo che nell’organismo ci sono le riserve per le situazioni estreme/d’emergenza, una cosa non mi spiego: la mia (pare) dipendenza da olio e sale. E’ allucinante…sono andato riducendo in biscotti, cereali, nutella (!), caramelle, altri dolcini con cioccolata (a proposito, ho scoperto perché i chicchi di cioccolato diventano scuri/marroni: è per via dei giorni in cui essiccano; mi ricordo che in un articolo dicevi che non capivi come i chicchi bianchi potessero diventare così scuri xD)…ma questo olio, e questo sale, e questi farinacei…proprio no. Ad esempio la droga di fette di pane o creckers con dell’olio sopra e del sale…oddio, se ne mangio un pochissimo, poi non smetto più. Nel pensiero sta sempre il “non dovrei, non devo più mangiare” mentre preparo quel mix di “poca sanità”. E boh, sarà un effetto psicologico, perché non credo sia solo il fatto di “piacere” del sapore forte (come anche per l’aglio…heh) prima, e di quello masochistico poi nell’avere dolori (la gravità varia dal nullo al fortino) a lingua e labbra. Il brutto è che alcune cose, dopo averle consumate, mi rendo conto che “non è che sono poi così buone” o altre che proprio fanno schifo dopo averle mangiate (tante, solitamente ne mangio o tante o niente, grosso problema questo). E quindi sono sicuro che non le rimangerò, perché fanno così schifo poi…e il giorno dopo ecco il desiderio del sapore da sentire in bocca. Ma dai! Che storia è questa? Ed è il solo aspetto pro a mangiare quell’alimento; tutti gli altri sono contro: ci sono l’acidità, l’accumulo di tossine, il sentirsi peggio per aver mangiato cose che rovinano il corpo, poi anche il prezzo. Solamente un maledetto motivo pro al consumo, e mi frega! E poi oggi ho scoperto, non mangiando mai popcorn, come questi li mangiamo solamente per sentire il sale. Infatti senza non sono tanto buoni, ma appena ci ho messo il sale non riuscivo a smettere. Come hai detto in un post, la nostra società non è carnivora, od onnivora, o frugivora…è condivora. I frugivori sono gli igienisti direi, e i crudisti. Ma gli altri? Umm, si mangia per appetito. Il cambiamento è comunque un processo lento e graduale, a passi.
        4. Durante un digiuno niente attività fisica, ok, sembra logico il lasciare le energie allo stomaco. Mi ricordavo che continuavi a fare esercizi di calistenia, ma probabilmente questo era durante il tuo mese crudista (la vista ad HD…che brama)
        5. Uso pochi deodoranti, non penso che sia per questo. E io che pensavo che sudavo poco perché avevo poche tossine da espellere ahaha o magari ho una regolazione di temperatura interna che è danneggiata? Sudo se sono al sole, e faccio attività fisica. Da piccolo sudavo tanto, perché mi muovevo tanto…e perché ero sempre imbottito (genitori). Non penso sia genetica, ma piuttosto un’abitudine, un settaggio per sudare in modo normale nonostante (penso) fossi più attivo della media. E ora che non mi muovo praticamente più, la relazione di sudare meno sia rimasta…poi non so. E’ come la mia teoria delle pancie grosse degli uomini: avengo tanto bisogno di energie nei primi diciamo 30 anni, o 40 di vita, perché gli uomini lavorano di più e trasportano pesi più pesanti…quando i loro movimenti fisici con l’età diminuiscono, non riescono al contempo a diminuire le mangiate. E quindi panzone. Poi boh, secondo te quali sono le ragioni più importanti per queste grandi pancie piene di muco (e cos’altro)?
        6. Secondo il dottor biologo Bruce Lipton, ma anche l’italiano Fabio Marchesi, potremmo effettivamente vivere per sempre. Questo dipende dalle nostre credenze sopratutto, dal nostro atteggiamento mentale. Perché noi (come umanità) siamo convinti che bisogna vivere un certo numero di anni e poi morire, che esiste naturalmente l’invecchiamento (che sia una cosa normale e naturale). Quindi il punto è che ne siamo convinti noi! E, perciò, siamo noi che facciamo sì di far invecchiare le cellule e noi stessi. E’ chiaro che l’alimentazione, acqua, aria, attività fisica e condizione psichica (emotiva e stress) contino pur’esse. Ma, dicono questi due personaggi, l’impatto grosso l’hanno anche le nostre credenze e convinzioni. Quindi, secondo me, persone che vivono in un posto pulito (Nepal mi viene in mente subito, questo comprende acqua ed aria pure), che facciano qualche attività fisica giocosa e divertente, che siano crudisti e che magari facciano lavori che fanno avanzare l’umanità verso step successivi…e che non abbiano avuto l’istruzione della morte, che non siano stati convinti di dover un giorno morire, e che questa sia naturale e normale…beh, penso che difficilmente vivranno meno di 100 anni. Ma anche di 200. Cioè, questo esempio utopistico è veramente il top a mio parere, e non penso ci siano motivi per dar loro meno di 200 anni di vita. Tu che dici?
        7. Curiosità: ma le scimmie non invecchiano mai? E il fatto di allungare gli anni lavorativi e posticipare la pensione…se lo prendessimo come esperimento, penso che quelle persone che non si sono demoralizzate da queste condizioni, vivranno più in salute più a lungo. Allontanando il periodo morto della pensione, avranno più “voglia di vivere”, e saranno convinti che dovranno morire più in là e vivere più a lungo. Questo almeno è solo una teoria. Non penso di aver esagerato coi punti <:D
        HV

         
        • Mi sono dimenticato di finire ciò che stavo dicendo in merito all’olio e al sale. Quello che penso è che io ne ho bisogno…beh mi sembra ovvio. C’è da capire se è una cosa fisiologica, del corpo che richiede (prevalentemente l’olio, più che il sale) attraverso il desiderio pervenuto al palato; oppure se sia una questione prevalentemente psicologica di dipendenza. Perché solitamente le insalate sono più buone con dell’olio e del sale (nel passato mangiavo tutto molto condito, come le bistecche; e le insalate le mangiavo solo perché avevano il sapore salato). Quindi non saprei
          L’altro giorno ho fatto un’insalata mettendo olio e sale a volontà, apposta, e non sono riuscito a finirla (finisco sempre tutto, altro problema). Poi sono stato bene (a livello mentale). Quindi non saprei se sia più fisiologico o psicologico, ma punterei sulla seconda. Ad ogni modo non ho ulteriori domande, volevo aggiungere questo perché mi sono reso conto di averlo tralasciato. A presto
          HV

           
      • Buongiorno serena…
        Ti volevo chiedere,se è possibile sapere, quando non fare questo tipo di digiuno,
        Mentre il digiuno a sola acqua va bene per qualsiasi malattia…
        Per questo?
        Grazie mille di tutte queste informazioni fondamentali

         
        • Ciao Luca! Nell’articolo trovi una mini lista di malattie e casi per cui non intraprendere il digiuno secco.
          Anche per il digiuno terapeutico ad acqua ci sono controindicazioni e no, non è adatto in tutti i casi. Come sempre bisogna fare attenzione… Presto girerò un video proprio su questo tema: “Le controindicazioni del digiuno”.

          Grazie mille a te! Ti auguro una serena settimana!

           
  3. Ho notato che è sconsigliato per chi è sottopeso. Sapresti accennarmene il motivo? Leggendo invece l’arte e scienza del digiuno di shelton lui dice che il digiuno normale è anche indicato per chi è sotto peso (shelton consiglia dalle due alle tre settimane per questo soggetti). Un altro sostenitore del digiuno, il marsalese Salvatore paladino, consiglia a chi è sottopeso di aiutarsi con degli integratori e dei cucchiai di miele: tu cosa ne pensi di questo caso particolare corre le persone sottopeso (dovuti il sottopeso a mal assorbimento da disbiosi)?
    Grazie Serena

     
    • Ciao Vincenzo! Chi è sottopeso deve fare più attenzione con il digiuno in generale. Però bisognerebbe anche vedere che cosa voglia dire sottopeso…. spesso si pensa di essere sottopeso quando magari si è normopeso.
      Però sì, è molto più difficile per una persona che è magra intraprendere un digiuno, ovviamente, perché non ha le stesse riserve energetiche di una persona in sovrappeso.
      Non credo sia necessario l’uso di integratori e miele, piuttosto consiglierei due cose alla persona che vuole fare un digiuno, ma è magra:
      1) Mettere su dei buoni chili con dei grassi buoni come noci e avocado prima del digiuno.
      2) Lasciare da parte il digiuno ad acqua e piuttosto cimentarsi in un semi digiuno a succhi (verdi), che è anche molto efficace e potente.

      Ti auguro una bella giornata!
      Serena

       
      • Grazie. Dopo la mia settimana di.digiuno quasi integrale ti.do.ragione: non la.rifarei. Io sono.realmente sottopeso. 50 kg per 168cm. Considerando che il mio peso forma fino ai 27 anni è stato 60 . Poi dopo la tesi di laurea in cui go perso 4 kg in tre mesi è stato un.progressivo perdere peso e energia. Adesso anche in ragione di cio che scrivi farei più una dieta liquida e depurativa.
        Personalmente il.mmm miele non lo prenderei più mi ha scombussolato durante il.digiuno e lo dico a ragion veduta. Adesso aspetto un Po perché devo riprendermi a livello ormonale e di.pensieri. Sono un Po malconcio

         
        • Forza Vincenzo! Ti consiglio di riposare quanto più puoi e uscire dall’ambiente di stress… rilassarti, circondarti da ciò che ti fa stare bene.
          Magari istituire anche una routine leggera di allenamento se non lo fai già.
          In effetti è bassino il peso, prima di intraprendere un altro digiuno è meglio aspettare che ti riprenda. Sono sicura ce la farai! Abbi pazienza e fiducia <3

          Ti saluto con affetto!
          Serena

           
          • Sto provando e riprovando cara Serena. Il movimento cerco di farlo sempre. Anche in ufficio. Seguo i.tuoi consigli

             
    • Ciao Vincenzo. ..
      Ti vorrei rispondere anche io,in quanto magro, sono 4 volte che faccio il digiuno ad acqua,uno di 14 giorni,6,12,7.
      Lavorando e facendo tutto quello che facevo prima,se vai sottopeso recuperari quando ricomincerai a mangiare,ovviamente fatto sotto osservazione da un dottore che a seguito 20.000 casi di digiuno.
      (Giustissime le considerazioni di serena….

       
  4. La tecnica è affine a alla consuetudine cerimoniale dei nativi centro\americani che oggi è nota come Vision Quest, Búsqueda de la Visión, durante la quale il praticante si ritira per almeno tre giorni, in luoghi selvaggi ma accessibili da un campo base di supporto, solo col fuoco, senza cibo e acqua, occasionalmente con del peyote. Questo ritiro è di solito preceduto e concluso con un temazcal\inipì: una capanna del sudore.

     

LASCIARE UNA RISPOSTA