Vantaggi e svantaggi di una dieta vegana

Vantaggi e svantaggi di una dieta vegana

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Cos’è la dieta vegana?
La dieta vegana è una dieta che esclude totalmente i prodotti di derivazione animale, diretta ed indiretta. Questo vuol dire che i vegani non mangiano carne, pesce, uova, latte e derivati e neanche il miele. La dieta vegana consiste in cereali, tuberi, legumi, verdure, lattughe, frutta, frutta secca ed essiccata, semi e germogli.

Ecco qui, in breve, i vantaggi e gli svantaggi di una dieta vegana:

Vantaggi di una dieta vegana Svantaggi di una dieta vegana
  • dieta ricca di fibre
    • migliore digestione (in combinazione con le combinazioni alimentari)
    • digestione più veloce
    • intestino e colon più puliti
    • prevenzione di malattie degenerative
    • inversione malattie del cuore
    • prevenzione e inversione del cancro
    • perdita di peso
    • pelle più brillante e radiosa
  • relazioni sociali
  • mangiare fuori 
  • mangiare in casa: è difficile preparare per tutti
  • trovare nuove idee di ricette vegane
  • carenze nutrizionali 

VANTAGGI DI UNA DIETA VEGANA

Dieta ricca di fibre – La dieta vegana è una dieta naturalmente ricca di fibre. Le fibre si trovano solo nel regno vegetale e quindi in frutta, verdure, cereali e legumi, i quali andrebbero consumati nel loro stato integrale e non processato (ma non è una prerogativa della dieta vegana).

Migliore digestione – Questa avviene grazie alla buona quantità di fibre contenute nei vegetali. Nell’intestino la fibra funziona da propulsore e, siccome non è assimilata dal corpo umano, farà strada verso l’uscita. La digestione migliora nettamente in concomitanza con il rispetto delle combinazioni alimentari. (Qui potete trovare una tabella scaricabile sulle Combinazioni Alimentari).

Digestione più veloce – Gli alimenti vegetali sono più facili da digerire e richiedono meno tempo e sforzo da parte dell’apparato digerente, rispetto agli alimenti di origine animale.

Intestino e colon più puliti – Il Dr. Norman W. Walker afferma che se una persona consuma carni, prodotti processati e un’eccessiva quantità di sale, il suo colon non potrà mai essere efficiente, anche andando al bagno 3 volte al giorno. Nel suo libro La Salute del Tuo Colon spiega che si forma come un’incrostazione sulle pareti del colon, che interferisce con la digestione dei cibi e i processi nutritivi.

Prevenzione di malattie degenerative – Molti sono gli studi che dimostrano che una dieta a base di alimenti di origine vegetale, se consumati nel loro stato integrale, può aiutare nelle prevenzione, e addirittura in certi casi nella inversione, delle malattie degenerative e nel miglioramento degli esami del sangue.
Dopo aver analizzato decine di ricerche (1,2,3,4), il biochimico e nutrizionista di fama mondiale Dr. T. Colin Campbell fa un’accurata introduzione alle malattie del benessere e degenerative e conclude: “In tutte queste malattie – ovviamente la lista sta diventando parecchio lunga, specialmente se consideriamo il contesto di cancri, malattie coronariche, diabete e obesità – possiamo osservare le stesse tendenze. Le diete a base di prodotti di origine vegetale proteggono contro le malattie. Le diete a base di prodotti di origine animale no. Le diete a base di prodotti di origine animale promuovono questo tipo di malattie; le diete a base di prodotti di origine vegetale proteggono contro questo tipo di malattie; e trovo questo tipo di separazione dei risultati estremamente impressionante.(5)”

Inversione delle malattie coronariche (del cuore) – Importantissimi sono gli studi del cardiologo e chirurgo di Cleveland Dr. Caldwell B. Esselstyn Jr. e del  Dr. Dean Ornish, i quali offrono prove ampiamente documentate che le malattie coronariche possono essere fermate, e perfino invertite, con dei semplici cambiamenti di dieta e stile di vita. Entrambi questi dottori sono convinti che la soluzione alle malattie coronariche (ma anche la prevenzione delle malattie in generale) risieda nella dieta a base di vegetali e in uno stile di vita salutare.

Prevenzione del cancro – È bene fare riferimento ai preziosissimi studi di T. Colin Campbell, pubblicati in riassunto nel suo libro The China Study.
Nelle sue ricerche, il Dr. T. Colin Campbell ha dimostrato più volte come un tumore possa essere “acceso” e “spento” a seconda della dieta imposta alle cavie da laboratorio. Nello specifico, se il valore delle chilocalorie derivanti dalle proteine è del 20%, nelle cavie predisposte allo sviluppo del tumore si attivano le cellule tumorali. Al contrario, con una dieta a basso consumo proteico (il 5% delle calorie consumate) non si rilevano accrescimenti tumorali di alcun tipo e anzi, si nota la sospensione della crescita e una diminuzione del tumore nelle cavie che avevano già sviluppato il tumore con la dieta al 20% proteica. Le proteine incriminate sono di origine animale, infatti non si hanno avuto gli stessi risultati con le proteine vegetali. (6-7-8-9-10)

Perdita di peso – Molte persone che passano ad una dieta vegana hanno notato una sensibile perdita di peso. La perdita di peso è relativa, però, all’assunzione di cibi consumati nel loro stato integrale e al largo consumo di alimenti crudi.
Ecco il parere del Dr. T. Colin Campbell: “Sono convinto che la soluzione più pratica per la perdita di peso sia una dieta basata su alimenti di origine vegetale, consumati nel loro stato integrale – accoppiata, di certo, con una quantità ragionevole ma regolare di attività fisica. Questo significa un cambiamento duraturo di abitudini e di stile di vita. Non è una soluzione rapida che passa con la moda. Questo cambiamento di stile di vita produce una perdita di peso sostenuta ed allo stesso tempo minimizza il rischio di malattie degenerative.”
Il Dr. T. Colin Campbell, nel suo corso sulla Whole Food Plant-Based Diet, continua: “Considera alcune ricerche impressionanti, grandi e piccole, le quali dimostrano con costanza che i vegetariani e i vegani sono più magri che le loro controparti onnivore. Abbiamo tantissima evidenza che conferma questo ora. Secondo un riassunto fatto di recente di sette studi (11-12-13-14-15-16), i vegetariani e i vegani peserebbero in media 5-15kg in meno che i loro concittadini, e questo si applica alla maggior parte dei vegetariani e vegan, eccetto per una significante minoranza, della quale parlerò in un altro momento.

Pelle più brillante e radiosa – Molti fanno questa esperienza con una dieta vegetale basata su alimenti consumati nel loro stato integrale e molti alimenti crudi.

Questi sono solo alcuni dei vantaggi che la dieta vegana ha sul corpo umano e la salute. In realtà il non mangiare prodotti di derivazione animale ha un impatto molto grande anche sull’ambiente e sulla sostenibilità del pianeta Terra. La scelta della dieta vegana, solitamente, parte da una ragione etica.

SVANTAGGI DI UNA DIETA VEGANA

Relazioni sociali – Può diventare problematico conciliare il nuovo modo di alimentarsi con il modo di alimentarsi degli amici e dei familiari. Spesso le persone che seguono una dieta vegana non vengono supportati e addirittura vengono derisi per le loro scelte. Di questo ne risente la parte emozionale della persona, creando dei conflitti interni e con il proprio ambiente, in particolar modo in situazioni conviviali come l’essere a tavola e condividere il pasto.

Mangiare fuori – Andare fuori a mangiare potrebbe essere un problema, per via delle richieste particolari che si dovranno necessariamente fare quando si ordina. È uno svantaggio che sta pian piano dissipandosi, visto il numero crescente di bar e ristoranti che offrono opzioni vegane e vegetariane.

Mangiare in casa – Anche far da mangiare in casa potrebbe divenire problematico. Questo succede se la famiglia non è di supporto e bisogna preparare qualcosa di diverso per se stessi. Da qui possono nascere conflitti e risentimenti in casa, i quali non sono salutari a livello emozionale e spirituale.

Trovare nuove idee per ricette – Quando si passa ad una dieta vegana ci si può trovare in crisi, perché le ricette consolidate ormai da tempo devono far spazio alle idee per nuovi piatti. Per fortuna il web è ricco di persone che elargiscono il loro sapere e in tantissimi condividono eccellenti ricette vegane, che conquisteranno ogni palato.
Ad esempio ecco qui degli ottimi siti web con ricette vegane appetitosissime:

Veganblog
Mary in Cucina
Una V nel Piatto
Il Girone Dei Vegan Golosi
Vegolosi
Peanut cooks
Artigiani del sapore
Spice and colour
La rapa cruda
Vegano No-Strano
Kitchen bloody kitchen
Girovegando in cucina
Vegan cucina felice
Il cucchiaio di legno
Vegan crudismo felice

Carenze nutrizionali – Sebbene la dieta vegana sia altissima in valori nutrizionali, se una persona decidesse di intraprendere una dieta vegana, senza alcun tipo di eccezione e per lungo tempo, è saggio tenere monitorati valori come vitamina B12 e vitamina D. Per essere sicuri che la vitamina B12 sia nella norma, si può fare un controllo di sicurezza, oltre che della B12 nel sangue, anche dell’omocisteina e dell’MMA (acido metilmalonico).
Al contrario di quanto si pensi comunemente, sembrerebbe che la dieta vegana non crei deficienza proteica. (Ti potrebbe anche interessare l’articolo Proteine Vegetali: Da Dove le Ottengono i Vegetariani, Vegani e Crudisti).

 

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1. Anderson JW. “Dietary fiber in nutrition management of diabetes.” In: Vahouny GV, Kritchevsky D, eds. Dietary Fiber: Basic and Clinical Aspects. New York: Plenum Press, 1986:343–‐360.

2. Anderson JW, Chen WL, Sieling B. “Hypolipidemic effects of high–‐carbohydrate, high–‐fiber diets.” Metabolism 29(1980):551–‐558.

3. Story L, Anderson JW, Chen WL, et al. “Adherence to high–‐carbohydrate, high–‐fiber diets: long–‐term studies of non–‐obese diabetic men.” J Am Diet Assoc. 85(1985):1105–‐1110.

4. Barnard RJ, Lattimore L, Holly RG, et al. “Response of non–‐insulin–‐dependent diabetic patients to an intensive program of diet and exercise.” Diabetes Care 5(1982):370–‐374.

5. Colin Campbell TCC502: Calories, Obesity, and Diabetes (2012)

6. Youngman LD, and Campbell TC. “High protein intake promotes the growth of preneoplastic foci in Fischer #344 rats: evidence that early remodeled foci retain the potential for future growth.” J. Nutr. 121 (1991).

7. Youngman LD, and Campbell TC. “Inhibition of aflatoxin B1–‐induced gamma–‐glutamyl transpeptidase positive (GGT+) hepatic preneoplastic foci and tumors by low protein diets: evidence that altered GGT+ foci indicate neoplastic potential.” Carcinogenesis 13 (1992):1607–1613.

8. Youngman LD, and Campbell TC. “Inhibition of aflatoxin B1–‐induced gamma–‐glutamyl transpeptidase positive (GGT+) hepatic preneoplastic foci and tumors by low protein diets: evidence that altered GGT+ foci indicate neoplastic potential.” Carcinogenesis 13 (1992): 1607–1613.

9. Youngman LD. The growth and development of aflatoxin B1–‐induced preneoplastic lesions, tumors, metastasis, and spontaneous tumors as they are influenced by dietary protein level, type, and intervention. Ithaca, NY: Cornell University, Ph.D. Thesis, 1990.

10. Madhavan TV, and Gopalan C. “The effect of dietary protein on carcinogenesis of aflatoxin.” Arch. Path. 85 (1968):133–137.

11. Ellis FR,Montegriffo VME .“Veganism, clinical findings and investigations.” Am J Clin Nutr. 23 (1970):249–‐255.

12. Key TJ, Fraser GE, Thorogood M, et al. “Mortality in vegetarians and nonvegetarians: detailed findings from a collaborative analysis of 5 prospective studies.” Am J Clin Nutri. 70(Suppl.) (1999):516S–‐524S.

13. Bergan JG, Brown PT. Nutritional status of ‘new’ vegetarians.” J Am Diet Assoc. 76(1980):151–‐155.

14. Appleby PN, Thorogood M, Mann J, et al. “Low body mass index in non–‐meat eaters: the possible roles of animal fat, dietary fibre, and alcohol.” Int J Obesity$ 22(1998):454–‐460.

15. Dwyer JT. “Health aspects of vegetarian diets.” Am J Clin Nutr. 48(1988):712–‐738.

16. Key TJ, Davey G. “Prevalence of obesity is low in people who do not eat meat.” Brit Med J. 313(1996):816–‐817.

17. Sacks FM, Castelli WP, Donner A, et al. “Plasma lipids and lipoproteins in vegetarians and controls.” New Engl J Med. 292 (1975):1148–‐1151.

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