Come riconoscere la vera fame ...

Come riconoscere la vera fame 3/5 (1)

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QUOTA

Avete giá avvertito la sottile differenza tra fame e appetito? Se sí, avete mai mangiato con fame vera? O siete sempre stati in balia di quella costante voglia di “qualcosino”? Non è vero che spesso mangiamo perché l’orologio ci dice che è ora? Perché sentiamo un “buco” nello stomaco? O perché “è pronto”?

Mangiando crudo vi sará capitato di sentirvi pieni, ma sempre con la voglia di qualcosa (di solito carboidrati). Ecco questa non è fame, questo è appetito. Pochissimi avranno mai sentito la sensazione di fame vera. Bisognerebbe digiunare per sentirla davvero e molti hanno quasi paura di non mettersi il pane in bocca tutti i giorni. Eppure sarebbe un atto cosí naturale.

La fame vera sale fino alla gola attraverso l’esofago, non é un buco irritante allo stomaco e anche una banana o una carota sono piacevolissime da mangiare. Al contrario, l’appetito è qualcosa di specifico: voglia di cioccolata, patatine, un biscotto o un pezzo di pane. Nel passaggio ad una dieta crudista la voglia che piú assale è quella di carboidrati cotti. In particolar modo di pasta, pane, pizza, forse patate. C’é da dire che questi cibi provocano assuefazione (il grano intendo) e noi italiani siamo dei veri dipendenti. Ma come per un alcolizzato o un drogato, a stare lontani da questi cibi, quest’assuefazione va via via attenuandosi e non avremo piú questa voglia pazza di mangiarli. Perché il corpo – e la mente – si possono allenare. Alla fine, è piú una questione di abitudine.

Vediamo cosa scrive Albert Mossérie, famoso igienista, a proposito di vera e falsa fame (tratto dal libro Raw Secrets – I segreti dell’alimentazione crudista di Frederic Patenaude)

Fame vera e fame falsa – 
A questo punto, chiedo di distinguere tra vera fame e falsa fame. La falsa fame scompare in poco tempo, ricompare ancora, poi di nuovo sparisce. Al contrario, la fame vera persiste. Di conseguenza, per poterla distinguere, sarà sufficiente attendere un’ora o poco più. Secondo Shelton, ‘L’appetito è una contraffazione della fame’,
‘L’appetito è una creatura dell’abitudine e della routine e può essere suscitato da differenti circostanze quali l’ora del pranzo, la vista, il gusto e l’odore dei cibi, perfino l’idea di mangiare può provocare l’appetito. Anche i condimenti e le salse possono destare l’appetito’. Ma non è vera fame. L’appetito è falsa fame. Questa vera fame non si accompagna ad alcun sintomo. Non si avverte né mal di testa, né alcun malessere. Le idee sono chiare, la mente lucida, si è ottimisti, felici, tranquilli, sereni. La vera fame
non viene necessariamente all’ora di pranzo, come nel caso della falsa fame. Essa può presentarsi spontaneamente in ogni istante della giornata, ma non in piena notte. Di notte, infatti, i muscoli sono rilassati ed anche lo stomaco, che è un muscolo, si rilassa.
Durante il riposo notturno non è pronto per impastare il cibo. Tuttavia, se sentiamo vera fame prima di mezzanotte, allora alcune foglie di lattuga dovrebbero calmarla e assicurarci un buon riposo.
Secondo Fletcher, per distinguere la vera fame dalla falsa si osservi come nella vera fame ‘l’acqua coli in bocca’ . Secondo noi, per distinguerle basterebbe attendere da mezz’ora ad un’ora: la vera fame persiste, mentre la falsa scompare con tutti i suoi sintomi morbosi ed ingannatori.“

„…la fame autentica è sempre piacevole e gradevole, per insistente che sia. Un vuoto allo stomaco accompagnato da contrazioni ritmiche, una sensazione di rilassamento che dallo stomaco sale verso la gola attraverso l’esofago: tutti questi sintomi sono gradevoli e piacevoli. Nei casi di denutrizione e mancanza di riserve, il soggetto può avvertire una fame diffusa, un’incapacità al lavoro e alla concentrazione, si sente ‘mancare’. Ma queste
sensazioni scompaiono rapidamente in poche settimane man mano che si ricostituiscono le riserve. Allora la fame diventa meno frequente. Con la fame il soggetto diventa vivace, la sua mente pronta e lucida, di umore ottimista e sereno”

“Fame e appetito – Shelton paragona l’appetito alla voglia di nicotina, alcool, thè,
caffè, ecc. ‘Nessuno può mai avere fame di queste sostanze avvelenanti’, egli scrive. ‘Infatti esse non servono ad alcun bisogno fisiologico e, di conseguenza, sono sempre nocive. Nessuna richiesta fisiologica per queste sostanze può determinarsi casualmente.’ ‘Capita talvolta – continua Shelton – che l’appetito si accompagni a varie sensazioni di malessere e perfino di dolore, sensazioni di debolezza, di esaurimento nervoso, di rodimento dello stomaco, di gorgoglii intestinali, nausea, emicranie, ed altre sensazioni morbose.’ Ci si sente ‘mancare’ e in quel momento bisogna affrettarsi a mangiare. Ma poi, con il miglioramento del potere digestivo, le riserve sono più sostanziose, la fame si fa meno frequente ed è più piacevole sopportarla. Con il vecchio regime di cibi cotti e denaturati non si digerisce che il 20%, il resto all’indomani passa nelle feci. Al contrario, con il nuovo regime di alimenti vivi si digerisce il 90%, le feci sono poco abbondanti, modellate e inodori. Questo è il motivo per cui, nell’attesa che aumenti il potere di digestione, il passaggio da una tappa all’altra provoca un’insistente richiesta di cibo. In questo caso la fame è un sintomo di denutrizione che occorre subito soddisfare. La fame è un principio sacro nella nostra vita, che bisogna rispettare in ogni circostanza. L’errore più comune e grave è di riempire il proprio stomaco perchè è ora di pranzo, per prescrizione medica, passatempo sociale o per compiacere ospiti e commensali.“

Da che cosa sono dovute le voglie di dolci? Spesso la voglia di dolce non è altro che l’istinto alla ricerca di zuccheri semplici. Siamo degli animali frugivori, con la predilezione per la frutta dolce. Se noi non la mangiamo perché preferiamo altri “cibi”, questa voglia si scatena e ricerchiamo la via piú veloce per soddisfare l’istinto – con cioccolata, caramelle, pasticcini etc. Facendo della frutta parte della propria dieta, privilegiando la frutta dolce e semi-dolce, e facendo di essa anche un pasto intero, non avremo piú quella voglia di qualcosa di buono. Perché quel qualcosa di buono l’abbiamo giá mangiato! Ecco, possiamo vivere di dessert 🙂

Ecco qui un altro interessante articolo sulla fame vera e fame tossica di Rosanna Gosamo, autrice del libro Meglio Crudo.

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13 COMMENTI

  1. Proprio oggi i sintomi dell’appetito si stanno facendo sentire e fanno i capricci, tutto sembra cosí goloso ma basta alla fine immaginarsi di averlo nello stomaco per tornare a mangiare pulito.

    • Il fatto é che quando senti l’effetto del mangiare pulito – non solo su corpo, ma anche su mente e spirito – quando provi la calma emozionale e tutto sembra andare meglio, ti rendi conto che ne vale la pena. Anche senza sforzare, con gli occhi sempre all’obiettivo finale. Io credo sia come andare in bicicletta, si cade, ci si rialza e si prova di nuovo 🙂

  2. Ciao Serena ^^
    Volevo una tua opinione sul perché più mangio e più mi viene appetito. Perché succede? 🙁
    Accade con tutti i tipi di cibo, sia frutta, verdura, insalate che pasta, riso, dolci..tutto!
    Comunque il fatto che la fame causi benessere e l’appetito causi malori psicofisici è proprio controintuitivo, non pensi?
    HV

    • Ciao Vlad!

      Forse perché le tue cellule non sono ben nutrite 🙂
      Ad esempio possiamo mangiare tanta pasta e pane da sentirci “sazi”. Ma se nel sangue non circola tutto ció di cui il corpo ha bisogno, l’ipotalamo manderá dei segnali in richiesta di piú cibo. Il problema é che di solito non gli diamo ció di cui ha veramente bisogno e la scena si ripete.

      Vedi, gli obesi sono le persone meno nutrite al mondo. Non perché non mangiano a sufficienza, ma perché mangiano sempre le cose sbagliate ed hanno continuamente fame (poi c’é anche tutta una parte emotiva da tenere in considerazione, ovviamente).

      Se é vero che mangi frutta e verdura a sufficienza, allora non esiste il mangiare troppo. É davvero difficile mangiare troppa frutta o troppa verdura 😉

      il fatto che la fame causi benessere e l’appetito causi malori psicofisici è proprio controintuitivo, non pensi?

      No, non lo trovo controintuitivo. La fame é un segnale istintivo che ci indica che il corpo ha bisogno di nutrienti. L’appetito é un segnale nervoso, che rispecchia uno stato intossicato, probabilmente dettato da dei parassiti che si nutrono di ció che viene richiesto.

      Ti auguro una buona serata!
      Serena

      • Eh sì, sentire fame vuol dire che c’è buona comunicazione tra te e il tuo corpo. L’appetito è la dipendenza che entra in atto. Hai proprio ragione.
        Ok, sono d’accordo che le mie cellule non sono ben nutrite…ma allora cosa mi manca? Mangio mele, pere, kiwi in abbondanza. Poi mangio abbastanza banane. E anche l’insalata è tanta. Ad esempio l’altro ieri mi è venuto appetito (e non fame) di insalata. Perciò ho preso 2 pacchetti confezionati (quindi non insalata fresca, ma da confezione: è molto peggio o può andare?) e li ho mangiati con un po’ di olio e sale (so che fanno male sia olio e sale, ma oh, era appetito)…alla fine andando avanti così mi sono fatto più di 6 confezioni di insalata (ma forse anche di più), con tantissimo olio oltre che sale…veramente tantissimo olio se ci penso alla bottiglietta vuota alla fine.
        Però in effetti con mele, pere, kiwi, banane, insalata, qualche carota, i datteri, le noci…questi sono gli alimenti che abbiamo in casa, dal punto di vista della buona alimentazione. Poi ci sono pasta, riso, e le schifezze industriali. Con queste ultime ci ho già messo la pietra sopra. Invece in mancanza di altra frutta/verdura, o comunque alimenti crudi buoni per noi, dovrei mangiare forse riso? Perché la pasta crea muco mi pare, quindi da evitare. Ah, ho mangiato anche pane, cioè ne mangio parecchio se inizio (l’appetito-dipendenza mia). Forse troverò un articolo in cui viene spiegato quali sono gli alimenti per lo meno necessari (minimo indispensabile) da mangiare per mantenere sano l’organismo, o riequilibrarlo alla normalità dopo periodi di tossicosi.
        PS: quindi le tossine sono tutte quelle sostanze non più utilizzabili dal nostro organismo, giusto? Quindi resti di DNA e RNA (dall’altro articolo), e tutti i cibi processati. Ma è vero che, parlando di percentuali, della frutta digeriamo il 90%, mentre dei prodotti processati/industrializzati ne digeriamo il 20%? E poi con “digerire”, tu intendi scomporre una sostanza in amminoacidi o sostanze utilizzabili dall’organismo, o intendi che semplicemente fa il ciclo cibo-feci (ovvero che non fuoriesce dalla bocca tramite vomito)?
        Grazie come sempre per tutto il supporto che offri a tutti noi ^^
        HV

        • Ciao Vlad! Piú che fame per insalata questo mi sembra appetito per l’olio XD Scherzi a parte. La fame per l’insalata l’avresti sfamata al primo pacchetto senza condimento. I condimenti ci fanno mangiare di piú del necessario, di fatto. C’é chi direbbe che siamo una razza “condivora” 😀

          Tutto ció che si cucina fa creare muco al corpo. Ma ti consiglio giá da ora di non farti una testa “grande cosí” per quanto riguarda il muco. Il riso sí, potresti aggiungerlo alla tua dieta, magari integrale 🙂

          Sí, dalla frutta in particolare ricaviamo l’80-90% dell’energia che contiene, mentre degli altri prodotti di meno, in particolar modo ricaviamo meno dalla carne e dai prodotti animali perché contengono molte proteine, le quali sono piú difficili da digerire (che i carboidrati semplici e complessi o i grassi per capire).
          Quando dico “digerire” intendo la scomposizione del cibo in elementi utilizzabili dall’organismo. E quindi ad esempio le proteine vengono “digerite”, ossia scomposte, in amino acidi, gli amidi in zuccheri semplici e cosí via…

          Ti auguro una giornata Serena!

    • Non mangerei la buccia dei kiwi e delle banane perché non mi appetiscono. La buccia della banana poi non mi sembra proprio commestibile 😉
      Piú che non venire “digerite” (perché sicuramente una digestione/scomposizione accade), probabilmente contengono sostanze irritanti e tossiche e per questo non hanno un sapore e consistenza piacevole al palato…

      • Serena, ancora io!
        Parlando di bucce, avevo capito che contengono fitonutrienti o forse vitamine concentrate, più appunto nella buccia che dentro il frutto.
        Faccio un esempio per capirci, ricapitolando anche tuoi articoli: la frutta non matura è acida, perciò gli animali non la mangiano. Quando diventa matura, gli animali la mangiano. Ma il fatto che il frutto diventa maturo, è l’intelligenza dell’albero che vuole che l’animale mangi il frutto affinché il seme che si trova dentro il frutto venga sparso. Perciò, il frutto è bello alla vista e gradito al sapore affinché gli animali lo mangino e spargano il seme dell’albero. Che sarebbe l’intelligenza della vegetazione.
        E possiamo dire che alcuni semi maturano solo dopo essere prima passati dallo stomaco ecc, e che di fatto i semi possono essere velenosi…ma il punto è: se lo scopo dell’albero è diffondere i suoi semi, quindi la sua specie, è necessario che il frutto maturo sia gradito al gusto e agli occhi (mi viene in mente la Genesi). Ma è altresì necessario che il frutto sia nutriente? Nel senso…secondo me anche questo si è evoluto nei millenni e penso che anche dal punto di vista nutriente per gli animali, c’è stato questo progresso. Perché lasciando stare gli umani, non penso che gli animali si basino sul “gusto”…anche se è ovviamente collegato alla nutrizione. Ma insomma, penso che gli animali, in fondo, mangino ciò che è più nutriente, piuttosto di ciò che è più “gustoso”…oppure non è così? Beh, poco importa. Mi era venuto questo dubbio giusto per capire se nell’evoluzione, gli alimenti vegetali divenissero più gustosi e più nutrienti in contemporanea, oppure se potesse essere successo che un frutto divenisse più gustoso e meno nutriente, o al contrario più nutriente e meno gustoso. Dal punto di vista del palato, si sarebbero moltiplicati di più i frutti del primo tipo rispetto al secondo. Mentre se gli animali sentono anche gli effettivi benefici sull’organismo più che l’effimero gusto/piacere provocato dal palato, si sarebbero moltiplicati i vegetali del secondo tipo. Ad esempio so che i panda sono anche carnivori, però dato che nel corso dell’evoluzione il gene che controlla il gusto della carne si è estinto, mangiano solo bambù. Quindi anche per gli animali c’entra il gusto.
        Ma per il discorso dei minerali e/o fitonutrienti: stanno più nella polpa della frutta/verdura, oppure nella buccia? E nel caso ci fossero nella buccia, stanno lì per qualche motivo preciso? E quelli della buccia sono meno digeribili di quelli che stanno nella polpa? Insomma, vorrei capire la differenza polpa-buccia. E’ come il discorso dell’acqua: alla fine non vorrei ritrovarmi a ingerire minerali che non sono utili al mio organismo, che non sono organici o che lo sono in maniera ridotta.
        Se anche la buccia contiene nutrienti concentrati e/o utili all’organismo, potrebbe essere il caso di assumerli tramite, ad esempio, frullati.
        Comunque, quali sono i cibi “minimo-indispensabili” da mangiare nel corso di un anno per avere tutti gli amminoacidi necessari all’organismo?
        PS: in questi giorni ho ingerito un sacco di cioccolata. Ho notato che, se mangiata lontana da cibi acquosi (ad esempio frutta) non crea gonfiori. Invece dà tanta di quella energia…proprio una droga haha oddio D: che devo fare per sbarazzarmi delle tossine accumulate? Ma poi visto che ho fatto esercizi non aerobici ultimamente (per sfogare quest’energia), i muscoli cresceranno? Ma che mangeranno, la schifezza contenuta nella cioccolata? Oppure le cellule si ciberanno di elementi nutritivi che già erano presenti nel sangue? Se è così, temo che le mie riserve nel sangue si siano diminuite. Pensi che basterà la frutta per riempirla nuovamente? In particolare possono bastare mele e kiwi, e magari qualche carota? In questo momento questi alimenti sono in abbondanza a casa mia.
        Oh Serena, ti faccio tante domande. Riesci a rimanere serena anche quando leggi i miei messaggi? Ahaha sei davvero paziente e gentile 😀
        HV

        • Ciao Vlad! Sí, in alcune bucce ci sono piú fitonutrienti, ma la buccia deve essere commestibile 🙂
          Per capire: la buccia della mela é commestibile, la buccia della banana no. E se fai la prova e mastichi la buccia della banana lo capirai anche tu il perché (senza alcuno studio, ricerca ecc). Il tuo palato te lo dice. Il tuo corpo ti manda dei segnali.

          Ricorda che, solo perché c’é un alto indicativo di minerali o vitamine, non vuol dire che il cibo sia alimento per l’uomo. Anche la pianta di tabacco é “ricca” in minerali e vitamine, ma é una delle piante piú tossiche al mondo per l’uomo.

          Ora, precisiamo. La frutta non matura non deve essere per forza acida. Ma la frutta é acida solitamente quando non é matura. La frutta deve essere matura per essere commestibile. Ma forse dovremmo anche ridefinire la parola “commestibile”. Commestibile significa non tossico e adatto al consumo umano. La frutta acerba é piú o meno tossica per le creature. Questo perché la pianta non ha maturato il seme e quindi non é pronta a darlo. E ci mette delle tossine nel seme per proteggerlo/si. Man mano che matura e il seme é “pronto”, queste tossine vengono metabolizzate o comunque avviene uno scambio molecolare che fanno sí che il frutto sia commestibile per la creatura adatta al suo consumo. La creatura viene attratta dai suoi sensi a cibarsene. Un senso importantissimo é il gusto. Il nostro palato é perfettamente equipaggiato per farci capire se un cibo fa per noi o no. Se il gusto non ci piace, é troppo amaro, troppo acido, troppo salato, troppo piccante ecc. (bisognerebbe avere un palato non perverso peró), con molta probabilitá vuol dire che quel cibo non fa per noi.
          Gli animali non pensano “Quante proprietá avrá questo alimento” “Quante kcal?” “Quanta vitamina C?”. No. L’animale manga per istinto, ossia ció che attrae i suoi sensi: gusto, olfatto, vista…

          Con l’evoluzione sembrerebbe che le piante e gli animali lavorino in sinergia. Le piante producono i frutti commestibili per gli animali, gli animali hanno da mangiare e in cambio spargono il seme e quindi la pianta si riproduce e continua la specie. Peró… bisogna anche tener conto che l’essere umano é un bel furbetto! E con l’ibridizzazione delle piante sta cercando di ottenere la frutta piú grande, succosa, con meno fibre, piú dolce, ed il grano piú grosso, che rende di piú, che non si ammala e cosí via. E questa selezione solitamente va a scapito dei valori nutritivi.

          Differenza polpa/buccia? Del frutto tutto é buono, eccetto, forse, i semi, i quali sono i veri riproduttori delle piante e sono solitamente tossici. Se puoi mangiarne la buccia tanto meglio. I valori nutritivi sono perfettamente biodisponibili nella frutta. Se fossi in te non mi farei tutti questi problemi 😉

          Se hai letto il mio articolo sulle proteine (http://ildragoparlante.com/proteine-da-dove-le-ottengono-i-vegetariani-vegani-e-crudisti/) avrai capito che gli amino acidi sono dappertutto! Anche nel regno vegetale e che é praticamente impossibile andare in carenza proteica.

          Sí, riesco a rimanere serena quando leggo i tuoi messaggi, ma ammetto mi viene difficile rispondere a cosí tante domande, anche perché il discorso sarebbe sempre lungo. Dovresti venire ad uno dei miei eventi/seminari cosí possiamo fare due chiacchiere propriamente a tu per tu 😉

          Ti auguro una meravigliosa giornata!
          Serena

          • Serena!
            Lo sai perché ti avevo chiesto della presenza di vitamine/fitonutrienti usabili dal nostro organismo presenti nelle bucce? Era perché la Nutrilite, che è la prima azienda in assoluto che ha fatto i multivitaminici (estratti dalle piante), con 81 anni di storia ormai, pare estragga fitonutrienti anche dalle bucce. E mi sa che le estrae anche dalla buccia della banana…ma, dato la buccia della banana non è commestibile così come la troviamo, mi chiedevo se comunque questi fitonutrienti fossero assimilabili dal nostro organismo, oppure se, essendo nella buccia (anche se più concentrati), fossero ormai nella forma di “non più assimilabili/digeribili” dal nostro organismo.
            Inoltre, talvolta guardo programmi su Focus quali “Com’è fatto il cibo” (giusto per convincermi sempre di più dei processi orribili che avvengono – me ne rendo sempre più conto – e di essere sempre motivato ad evitarli) e in una puntata ho visto una cosa fantastica: le mele essiccate!! Cavolo, ma sai come le fanno? In pratica, hanno gli alberi dietro l’azienda, e prendono le mele, le portano dentro, le lavano nell’acqua, poi ci tolgono i semi (facendo un buco), e poi le mele vengono tagliate a fette. Quindi ci sono queste fette col buco dentro, sottili. Ora che succede? Si fanno passare queste fette in un luogo che toglie l’acqua che si trova all’interno! E diventano croccanti, come le patatine direi. Quindi vengono inscatolate in pacchetti, in cui ci saranno un’ottantina di mele! Ora…ammetto che ho iniziato a scrivere di queste mele perché nella ricetta è presente solo 1 ingrediente. Però, ora mi viene in mente il commento di Luca che dice di aver letto come il congelamento possa essere considerato una cottura al contrario perché rompe le cellule, e di fatto le uccide. Io ora sto studiando il sistema nervoso-muscolare, e ho in mente le immagini di queste cellule (animali in effetti, non vegetali…che dovrebbero avere tanta acqua in più, e non avere dendriti/assoni…ok, non lo so). Perciò, l’essiccazione dovrebbe romperle le cellule. E’ giusto? Eppure la frutta essiccata? Ahaha che confusione :’D forse le cellule di queste mele muoiono perché in origine le mele hanno molta più percentuale di acqua. Mentre la frutta essiccata ha una diversa struttura molecolare. Boh. Tu che mi dici?
            HV

          • Ciao Vlad! Qualsiasi tipo di integratore, anche se “naturale”, non é necessario e probabilmente anche nocivo per il corpo umano.
            Vedi, il corpo é un organismo immenso. Miliardi di processi e azioni vengono moderate ogni secondo della nostra vita. Siamo una fabbrica ambulante 🙂
            E come tale ha bisogno del suo equilibrio.

            Vitamine, enzimi, ormoni giocano assieme. É un’interazione perfetta. É sinergia fra gli elementi.

            Se tu dai al corpo un eccesso di un qualcosa, ti intrometti in questo equilibrio. Ad esempio non ha senso introdurre eccessive quantitá di calcio, se poi nel corpo c’é poco magnesio, se non c’é vitamina D, fosforo… Perché quel calcio non viene utilizzato propriamente e, anzi dovrá venire eliminato.
            Questo é un grande problema degli integratori. Si sovraddosa nell’ignoranza. Magari non esiste nemmeno la carenza, bensí esiste un problema di malassorbimento.

            Perché estrarre dei valori nutritivi da una pianta, quando si possono ingerire in perfetta combinazione ed equilibrio dalle piante che sono adatte naturalmente alla nostra nutrizione?

            Per quanto riguarda l’essiccazione. Questo sembrerebbe essere un processo di conservazione utilizzato anche dalla natura. Quando i semi sono pronti cosa succede? Si seccano. E cosí possono conservarsi per periodi piú lunghi di tempo finché il seme non trova l’ambiente adatto per crescere. Non vengono rotte le cellule, semplicemente si asciuga l’acqua in esse contenuta.
            L’essiccazione é un processo OK. Meglio peró sotto i 40°-45°.

            Un saluto!
            Serena

          • Serena, wow! Ma allora se l’essiccazione va bene, è fantastico! Si possono essiccare tutti i tipi di frutta per conservarli a lungo termine, sembra molto vantaggioso. Perciò quei “pacchetti di mele essiccati” sono buoni veramente, l’unico cibo buono che fino ad ora ho visto essere prodotto da delle grandi industrie haha forse sono anche meglio delle mele naturali. E poi sicuramente se in un pacchetto c’è una quantità di 10 mele, costa anche meno il pacchetto!
            Per quanto riguarda l’acqua in esse contenute, sei sicura che con un’alimentazione raw vegana crudista può non essere necessario bere acqua (pura)? In un documentario ho visto questi effetti, a dir poco incredibili dell’acqua (https://www.youtube.com/watch?v=plOMGdabj-s guardalo, se non l’hai ancora visto) e mi chiedevo se l’acqua della natura bastasse, o se non entrasse in “profondità” nelle cellule.
            Per quanto riguarda gli integratori, ok, il problema non sta nella mancanza, ma nell’equilibrio. Quindi se il corpo è squilibrato, non riuscirà ad assorbire bene ciò che ci serve. Il punto sta sempre nel ritrovare il giusto equilibrio secondo l’igiene. Ho un amico a cui viene sempre allergia per 2 paia di mesi in estate, da 6 anni, e lui prende gli antistaminici. Questi, mi ha detto un’amica che lavora in ospedale, in pratica allevia i sintomi squilibrando il corpo. Ovvero, dato che sappiamo ormai tutti che le malattie sono un bene per il corpo, attraverso le quali si liberano delle tossine (lo sa anche lei, mi ha sorpreso questa cosa), le medicine non fanno altro che diminuire questa lotta difensiva che l’organismo va a fare, quindi una cosa anti-intuitiva. La medicina di fatto lotta per sopprimere il nostro corpo, l’azione che mette in atto per difendersi…e di fatto alla fine ci riesce (ho letto da qualche parte che la “mala combinazione” delle medicine era la prima causa di morte in america). In effetti le cose sono così semplici, e basta così poco per curarci…invece, noi umani, cerchiamo sempre i piccoli dettagli su cui aggrapparci e i quali voler curare, perché crediamo che ristabiliranno l’equilibrio…penso che le informazioni che abbiamo ora, a dir poco scioccherebbero le persone comuni. Ripensandoci a com’ero prima, se mi dicono che la chemioterapia uccide il corpo, e me lo spiega il perché, penso che mi stravolgerebbe il mondo. Incredibile quante cose ci vengano fatte, e non ci vengano dette!
            Ad ogni modo, quel mio amico, niente da fare, sta sempre male. Gli ho dato 3 pillore di integratore di echinacea, ma non gli hanno fatto nulla. Ora gli vorrei dire di prenderne una ogni giorno per 20 giorni e vedere che succede, perché ero convinto che questo potesse risolvergli il problema. Ma ora non so…che dobbiamo fare Serena? Avevo pensato di dirgli che le malattie sono un’auto-difesa messa in atto dall’organismo e che le medicine non fanno altro che sopprimerle, queste auto-difese. E dandogli l’echinacea, avrebbe aumentato le sue difese immunitarie le quali avrebbero combattuto contro il polline e/o allergie (me lo ha detto anche l’amica dell’ospedale). Ma ora non so…tu hai idea di cosa potrebbe mancargli? O di cosa possa far sì che ci sia malo-assorbimento? Hai qualche idea?
            PS: non mi hai risposto se secondo te le vitamnie e/o i fitonutrienti delle bucce sono assimilabili dal nostro organismo.
            Thank you
            HV

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