Infezione urinaria cronica: come sono guarito naturalmente No ratings yet.

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infezione urinaria cronica guarita naturalmente con digiuno

Condivido la storia di Riccardo e della sua guarigione da un’infezione urinaria cronica, perché l’ho vissuta da vicino. L’ho conosciuto qualche mese fa, attraverso l’acquisto di uno dei miei programmi. In lui c’era già la voglia e il sentore di dover intraprendere un digiuno e di fatto si stava già preparando da 3 settimane. Dopo la nostra chiamata si è messo subito all'”opera”, ed ecco cosa ne ha ricavato…

Articolo di: Riccardo Zefelippo
riccardoze.com

Leggo e sento spesso cose tipo “ho fatto un digiuno a base di frutta”, oppure “ho digiunato 3 giorni bevendo solo succhi”. Per carità, ognuno definisce ciò che fa come meglio crede, ma se parliamo di digiuno, parliamo di un’altra cosa.

Digiunare significa astenersi dal mangiare e dal bere qualsiasi cosa, eccetto l’acqua (o a volte anche quella). Per semplificare, direi che è una concessione di riposo totale che si concede all’organismo. Se in mezzo ci cono succhi, frutta, mini snack occasionali, integratori, non si tratta di un digiuno vero e proprio.

Questo astenersi, permette al corpo di risparmiarsi la fatica della digestione, che richiede un dispendio di energie notevole. Quelle energie risparmiate, l’organismo potrà quindi impiegarle per depurarsi a fondo ed espellere le tossine che giorno per giorno accumuliamo. Ne accumuliamo e ne produciamo grazie a fattori come lo smog, lo stress, la vita sedentaria, i cibi non sani o mal combinati. Quest’accumulo ci crea svariati disagi e quando diventa troppo grande e sovrasta le capacità dell’organismo, sfocia in malattia.

Se prima ti ho parlato di riposo totale, è perché durante un digiuno, si dovrebbe stare al riposo, senza fare sforzi, niente attività fisica intensa, senza lavorare, evitando discussioni e litigi. Evitare quindi ogni inutile dispendio di energia.

Passeggiate nella natura, meditare, esporsi all’aria fresca e ai raggi del sole. Questi sono elementi che supportano il digiuno e lo rendono più piacevole ed efficace.

La forma che molti definiscono più “estrema” di digiuno è il digiuno a secco, ovvero dove si esclude anche l’acqua. A sua volta il digiuno a secco può essere “morbido”, dove quindi si entra in contatto con l’acqua e ci si lava, oppure “duro” dove non si entra nemmeno in contatto con l’acqua.

La mia esperienza di digiuno e il perché l’ho fatto

Nella mia esperienza, i primi quasi 4 giorni (circa 90 ore) ho deciso, grazie soprattutto al suggerimento di Serena, di intraprendere un digiuno a secco duro. Non l’ho fatto per fanatismo o per mettermi alla prova, ma perché aveva una sua ragione che tra poco ti spiego.

Il mio digiuno terapeutico: le mie 4 ragioni per averlo fatto

La notizia che avevo deciso di fare un digiuno non ha generato molto entusiasmo in casa mia. Posso capire la reazione, considerato che per la stragrande maggioranza delle persone oggi non è una cosa così comune. Anche se si pratica da millenni, lo praticano gli animali quando ne sentono il bisogno e a molte persone ha risolto e continua a risolvere svariati problemi.

Io perché ho deciso di farlo ‘sto digiuno?

4 motivi principali:

1 – avevo un’infezione urinaria. E nonostante abbia preso mio malgrado più cicli di antibiotici, non era ancora sparita;
2 – da qualche tempo avevo problemi al ginocchio durante la corsa;
3 – sentivo in qualche modo un bisogno di pulizia totale;
4 – volevo farlo come esperienza. Ne avevo fatti di più corti in alcune occasioni, era il momento di fare un passo in più.

Ho iniziato ovviamente a documentarmi, articoli su internet, video, interviste, lettura di libri e poi una consulenza con Serena, la quale mi ha dato direzione e qualche ultimo consiglio. Non era sicura che avesse potuto aiutarmi contro l’infezione urinaria perché ormai recidiva e provata dai vari cicli di antibiotici. Per questo mi consigliò di provare con il digiuno secco.

Una volta pronto, sono partito senza indugiare e rimandare oltre (ricordo però che mi sono preso al 100% la responsabilità delle mie azioni. Se una persona non è bene informata o ha paura all’idea di intraprendere un digiuno è bene che lo faccia sotto la supervisione giornaliera di un professionista, o non la faccia del tutto).

Come e per quanti giorni ho digiunato?

In un certo senso il mio digiuno non è iniziato il giorno in cui ho smesso di mangiare, ma un mesetto prima. Il mese che ha preceduto il digiuno vero e proprio, è stato un mese di preparazione. Come mi sono preparato?

Con un’alimentazione vegana crudista. In pratica cosa mangiavo?

Frutta a volontà, verdura, frutta secca oleosa, semi, frutta essiccata. Già quella è stata una super esperienza.

Non credevo avrei retto un’alimentazione solo cruda con questa facilità e senza difficoltà. In realtà poi, mi sentivo sempre meglio ed in forze. L’odore e la vista di cibo cotto, dolci e manicaretti vari non mi pesava affatto e ho scoperto sapori e ricette del tutto nuovi. Trascorso questo periodo, ho raccolto appunto gli ultimi preziosi consigli da Serena pochi giorni prima di iniziare e sono partito.

La mia esperienza di digiuno

Le prime 90 ore, quasi 4 giorni, le ho passate con un digiuno a secco, quindi 0 acqua, senza bere e senza lavarmi, neanche i denti. So cosa stai pensando: “Che schifo!”. Invece stranamente non puzzavo, forse grazie al mese crudista, ero già piuttosto pulito dentro. La cosa che mi ha colpito durante questi primi giorni senza acqua, oltre al non puzzare, è stato il fatto che stessi comunque continuando a fare pipì.

E neanche poca.

E poi, la pulizia della bocca. Che cosa intendo? Al mattino, capita un po’ a tutti, ci si sveglia con la bocca un po’ impastata ed una patina biancastra sulla lingua. Questo perché durante la notte l’organismo fa le pulizie. Ecco, col passare dei giorni, anche senza lavarmi i denti, la bocca era sempre più pulita, più fresca e la lingua sempre meno bianca.

Mi stavo pulendo, ma senza lavarmi. È fantastico.

Poi ho reintrodotto l’acqua, a piccoli sorsi e quando ne sentivo il bisogno. In generale sono arrivato sempre ad un paio di litri al giorno tranquillamente. Ogni giorno controllavo di quanto calavo di peso, per monitorare e rimanere entro dei limiti di sicurezza.

C’è da dire che ho iniziato il digiuno già con un peso basso.

Mi sono messo all’ingrasso gli ultimi giorni prima dell’inizio del digiuno, abbondando di frutta dolce, frutta secca, olive e avocado. Ho guadagnato un po’ di scorta di peso, ma comunque non avevo ‘ste grandi riserve di grasso da sfruttare

Così, dopo 7 giorni, nonostante non sentissi ancora per niente la fame, ho deciso di interrompere il digiuno. Ero arrivato a circa 52 Kg. Ovviamente mi sentivo un po’ debole, ma in generale stavo una favola.

Come ho interrotto il digiuno?

appleHo deciso di interrompere il digiuno bevendo un succo, anziché mangiando. In quel momento sentivo il bisogno di bere qualcosa ricco di nutrienti, non avevo ancora voglia di qualcosa di solido. La prima cosa che ho bevuto è stata un bicchiere di succo d’uva. Non era vino, solo succo d’uva bianca

Ma ovviamente non un succo confezionato e pieni di zucchero del supermercato, no. Un succo di uva biologica, estratto da una signora che ha una piccola bottega vicino casa mia. Tutto quello che ho pensato è stato: Che meraviglia! Aveva un sapore pazzesco, dolce, intenso. Probabilmente dopo 7 giorni, le mie papille gustative erano ricettive al massimo, fatto sta che quel bicchiere me lo sono goduto, anzi stra goduto!

Dopo quel bicchiere ho poi alternato altro succo d’uva, estratto di mela, estratto di barbabietola mela e carote, estratto di mela e pera.

Il secondo giorno ho iniziato con spremuta d’arancia e limone e a metà mattinata ho deciso di masticare qualcosa.

Ho iniziato con uno spicchio di mela (come viene anche spiegato in questo video di Serena su come interrompere un digiuno). Non ero convintissimo all’inizio, ma poi mi è piaciuta un sacco. Ho continuato a mangiare piccole porzioni ogni ora circa, aumentando un pochino alla volta, fino a mangiare una mela o una pera intere.

Il giorno dopo ho introdotto una mini quantità di mandorle, poi frutta tutto il giorno e la sera delle zucchine crude fatte a mo’ di pasta. Insomma, ho continuato così, a reintrodurre pian piano gli alimenti. Insalata non condita, frutta secca e semi, altra verdura cruda, zero sale.

Dopo 5 giorni ho rimangiato del cibo cotto, iniziando con un po’ di patate e zucchine al vapore. Da lì ho ripreso abbastanza normalmente, tenendo sempre una bella quantità di crudo nella dieta. La ripresa di peso è stata graduale e senza problemi.

E alla fine, ha dato risultati?

Digiuno finito, è il momento di tirare le somme.
È servito a qualcosa o facevano bene a darmi del pazzo?

E bene ladies and gentlemen… il dolore al ginocchio non c’era più, mi sentivo depurato al massimo, leggero sia fisicamente, ma soprattutto mentalmente, calmo, riposato, lucido. Poi la parte che più aspettavo e volevo scoprire… l’infezione urinaria c’era ancora?

Prenoto le analisi, vado, aspetto qualche giorno e ritiro i risultati. Ho aperto la busta pieno di ottimismo e poi… è esplosa la gioia!

Avevo “vinto” io: “L’esame colturale eseguito su terreni selettivi, ha dato esito negativo. Assenza di crescita batterica e fungina”.
Dottori, erboristi, antibiotici e compagnia bella avevano fallito miseramente.
Con le loro lauree, i loro titoloni, i paroloni e le spiegazioni intricate e alle mie orecchie spesso senza senso, non erano stati in grado in un anno di farmi fare mezzo passo avanti.

Un 24 enne che si documenta, legge, studia e prova su se stesso qualcosa di assolutamente naturale, si era “curato” da solo. Curato lo scrivo tra virgolette, perché in un certo senso è sbagliato dirlo. In realtà è il corpo che è una cosa incredibile. Se non intralciato e se lasciato lavorare in pace e secondo natura, ti riporta alla salute, che è il suo stato normale, ma che al giorno d’oggi normale non è più.

Lezioni inaspettate imparate durante il digiuno

Al di là dell’infezione urinaria guarita in modo davvero naturale, del peso perso e del fatto di aver risolto i vari intoppi di salute, il digiuno mi ha regalato tutta una serie di altri benefici. Benefici che potrei chiamare “collaterali”. Collaterali perché nessuno di loro in particolare mi ha spinto ad intraprendere questo digiuno, ma durante il percorso mi hanno in qualche modo stupito piacevolmente.
Ecco le principali cose che ho imparato in quei 7 giorni:

  1. Capire la differenza tra fame vera e appetito. La preoccupazione principale di chi decide di digiunare sarà probabilmente: “come farò a resistere alla fame?”. Un giorno va bene, ce la farò, ma poi è tosta, come arrivo a 7 o più giorni?”. Se non hai mai fatto un digiuno, potresti pensarlo, come lo pensavo io fino a poco tempo fa. La realtà poi è tutt’altra.
  2. Abbiamo sviluppato una dipendenza ed uno schiavismo assoluto dal cibo. Per molte persone la “felicità” dipende da ciò che mangiano e da quanto mangiano. Ma quella non è fame vera, non è reale. Non è quella fame che se non la soddisfi crolli a terra per denutrizione. Quella è fame emotiva, è abitudine, è appetito, è distrazione da altri pensieri. E quel tipo di fame la senti all’inizio, perché il tuo corpo è abituato a mangiare in continuazione e quindi ti dice “Oh, e allora? Non si mangia oggi?” e quindi all’inizio hai questa sensazione. Non appena il tuo corpo si calma e svanisce l’effetto abitudine, tutto liscio come l’olio. Mangiamo così in abbondanza, anche i magri, che di riserve accumulate ne abbiamo eccome. Non saranno pochi giorni senza cibo ad ucciderci di fame.
    Ah…però questo non dirlo all’industria alimentare, che si incazzano. Si impegnano tanto a metterci in testa la cosa del “Mangia, mangia, mangia. Ti fa bene. Non saltare neanche un pasto che fa malissimo. A colazione mi raccomando: cereali, latte, biscotti e merendine come se non ci fosse un domani”. Si vede che non mi sono molto simpatici? Va beh, mi fermo qua prima di farmi prendere troppo la mano.
  3. Capire la fortuna di poter mangiare sempre, quello che vuoi, quando lo vuoi, non dare più per scontato il cibo. Questa riflessione può sembrare una cavolata sentimentale. Ma non è così.
    Ti rendi realmente conto che avere sempre del cibo a disposizione non è una cosa ovvia per tutti. Ti fa pensare, il fatto che tu lo stai facendo per scelta, per tua volontà e puoi riprendere ad ingozzarti quando vuoi.
    Ma chi digiuna senza sceglierlo? Chi ha veramente fame e deve stringere i denti a stare in piedi? Quella gente non ha scelta. Senza andare troppo in profondità su temi delicati, ti lascio la libertà di rifletterci o meno.
  4. Prendere consapevolezza del fatto che il tuo corpo ha un potere enorme. Più di quello che pensi e più di quello che vogliono farti credere. Per tornare alle tante illusioni che ci sono sull’alimentazione. La maggior parte delle cause principali di morte che ci sono oggi, sono dovute alla sovralimentazione. Ma se un bambino non vuole fare colazione perché non ha fame, lo si obbliga a farla. Se un bambino a metà piatto di pasta è già pieno, si parte col mettergli pressione e sensi di colpa “Se non finisci non puoi andare a giocare”, “Dai, fallo per la nonna”. E poi finiamo con l’avere 1 bambino su 3 con problemi di obesità e sovrappeso. Ci sono testimonianze di persone che hanno digiunato per periodi veramente lunghi. 20, 40, 90 giorni.
    Quando digiuni, senti proprio come il tuo corpo si libera della ruggine, della sporcizia che lo ostruisce e si rimette veramente in modo, (ri)accende il suo pieno potere.
  5. Imparare a vivere il momento. Non puoi fare programmi. Una brutta falla mentale in molte persone, me compreso, è di proiettarsi sempre nel futuro. Sto qui, ma penso a quello che devo fare domani. Ai miei piani futuri. Agli impegni futuri. Alle cose da fare. Il digiuno mi ha invece tenuto fortemente ancorato al presente.
    Non sapevo se il giorno dopo sarei stato ancora a digiuno o se avessi ripreso a mangiare. Non sapevo quanto sarei stato in forze e quanto sarei stato lucido per fare qualsiasi cosa. Quindi l’unica cosa da fare era godersi il momento. Momento per momento. E quello che sarà, sarà.
  6. Ti connetti profondamente con te stesso. Togli la distrazione e la fatica della digestione e dirigi l’attenzione dove conta di più. È come se eliminassi un rumore di fondo continuo e fastidioso. Ora puoi sentire bene quella voce che hai dentro e che ti dice esattamente cosa sei e cosa vuoi.
  7. Ritmo sonno-veglia regolarizzato e più naturale. Ho combattuto con problemi di sonno per anni. È una lotta logorante e frustrante. Poi pian piano le cose sono migliorate, ma il digiuno sembra aver cambiato tutto. Sono diventato un orologio svizzero. Verso le 11 di sera mi veniva sonno. Verso le 7/7 e mezza ero in piedi, attivo, pronto per la giornata. Senza odiosi drin drin di sveglie nelle orecchie. Anche finito il digiuno il sonno è rimasto regolare e naturale.
  8. Quando rimangi qualcosa o ribevi un succo, lo assapori più che mai. Te l’ho già accennato prima. Tutto riacquista sapore. Ridai colore a cose che ormai erano tutte grigie, piatte e monotone. Anche una mela ti sembra un piatto stellato. Fa sempre parte del fatto di finire per dare per scontato il cibo ed i suoi sapori. Una cosa che prima non ti filavi e mangiavi meccanicamente, ora ti accorgi avere un sapore fantastico e ti fa… felice.
  9. Siamo come pannelli solari. Quando mi sentivo un po’ scarico di energie, andavo al sole. Stavo lì qualche minuto e mi ricaricavo alla grande. Sensazione pazzesca. Mi nutrivo di sole. Grazie sole
  10. Il buon umore. E ultimo, ma non ultimo, l’umore. Non mi voglio definire proprio lunatico, ma insomma. I miei momenti con l’umore rigirato non si fanno desiderare. Nel periodo crudista, nel periodo dopo il digiuno, ma in particolare nei 7 giorni di digiuno, neanche l’ombra di stranimenti. Sembravo un po’ uno di quei monaci, sempre sereni, paciosi, in armonia col mondo. (Ho anche già il loro stesso taglio di capelli, potrei spacciarmi per uno di loro). Trovare un equilibrio mentale, fisico, emozionale, senza sforzi. Calmo, sereno, rilassato. Già solo questo mi spingerà a digiunare ancora.

Per concludere

riccardo zeCon questo articolo ho voluto raccontarti la mia esperienza di digiuno di una settimana. Non perché dovrebbe interessarti per forza quello che faccio o il tema del digiuno. Ma per cercare di farti capire come argomenti del genere, su cui ci sono forti pregiudizi, possano in realtà portare una serie di benefici incredibile. E con i benefici, un’esperienza che ti insegna e ti cambia molto.

Non tutti dovrebbero digiunare. Questo no.

Ma chiunque se la sente dovrebbe eccome.

Ne vale assolutamente la pena. Lo sentirai su di te.

Articolo di: Riccardo Zefelippo

 

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2 COMMENTI

  1. Ho seguito personalmente il digiuno di Riccardo,all inizio non senza un po di preoccupazione,ammirando però la sua forza di volonta e la sua determinazione!
    Sono naturalmente rimasta sorpresa piacevolmente quando dopo il suo periodo di digiuno e reintegrando a poco a poco il cibo,il risultato delle analisi è stato finalmente positivo!
    Dopo tante medicine che hanno intossicato il corpo,questo digiuno lo ha depurato completamente fino a farlo guarire,ha regolato il suo sistema di vita e anche psicologicamente alleggerito.
    Con la giusta guida è un esperienza da provare!

    • Grazie mille Maria Immacolata del commento! Sono felice abbia avuto delle persone vicine <3
      Un caloroso saluto!

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