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In questo articolo Aida fa delle riflessioni sul fruttosio nella frutta. Il fruttosio nella frutta fa male? Danneggia il fegato? La frutta fa ingrassare? La frutta fa alzare la glicemia?
Questi timori sono fondati? Scopriamolo qui.

Articolo di: Aida Vittoria Eltanin

A differenza di tutti gli altri zuccheri, il fruttosio viene spedito quasi tutto direttamente al fegato per essere metabolizzato. Questo organo ne converte subito una minuscola parte in trigliceridi (meno dell’1%), poi ne mette via un po’ di scorta sotto forma di glicogeno, e infine ne converte una buona parte in glucosio (circa un 40%) perché vada direttamente a darci energia (Sun 2012).
Non dovendo finire nel sangue, e non alzando così la glicemia, il fruttosio “non stimola la secrezione di insulina dalle cellule β del pancreas”. Il suo consumo “causa un aumento inferiore di insulina post-prandiale di quanto non facciano i cibi ricchi di glucosio”. (Bantle 2009)

L’indice glicemico del fruttosio infatti è molto più basso rispetto a glucosio e saccarosio. Eppure, nonostante questo enorme vantaggio, gli studi scientifici non ammettono replica: “Il fruttosio causa danni al fegato, fa aumentare i trigliceridi, aumenta la pressione alta, porta alla gotta, causa resistenza all’insulina, è associato al diabete di tipo 2 ma soprattutto: fa ingrassare!”.

Davvero stanno parlando del fruttosio della FRUTTA?

Come vedete in questa tabella, c’è una differenza enorme tra il consumarsi un frutto come natura l’ha fatto e dello zucchero bianco (che per metà è fruttosio, in cui il corpo scinde il saccarosio). fruttosio
Non a caso, è quasi sempre lo zucchero bianco (oppure il fruttosio industriale derivato dal mais, isolato, modificato e aggiunto a moltissime bevande e dolci confezionati) ad essere testato nel 99% degli studi che parlano male del fruttosio.

fruttosio

In gergo tecnico, ogni zucchero aggiunto ai cibi o privo di fibre a cui legarsi viene chiamato “libero”.
L’OMS ci dice che questi zuccheri non dovrebbero superare il 10% delle nostre calorie totali. Una persona che si abbuffa di frutta praticamente consuma zero fruttosio libero.

Problemi al fegato?

Un’altra paura legata al fruttosio è che possa danneggiare il fegato e ingrossarlo.
In effetti esiste un limite a quanto ne possiamo immagazzinare nel fegato. L’eccesso viene convertito in grassi. Anche il fegato così può diventare grasso.
Sono andata a vedere…

Quali cibi ci mettono più a rischio di sviluppare un fegato ingrossato non dovuto ad alcolismo (detta steato-epatite non alcolica)?
Come conclude una delle più recenti recensioni sistematiche sull’argomento: “Il consumo eccessivo di diete ricche di grassi e un apporto aumentato di bevande zuccherate sono i principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia del fegato grasso non da alcolici”. (Softic 2016)
Ancora una volta, non il fruttosio nella frutta intera!
Come conclude anche Mr. Greger: “Solo il fruttosio industriale, non quello nella frutta, è associato a funzioni indebolite del fegato”. E idem per la pressione alta.

Se ancora non siete sereni, vi lascio con un parere dell’illustre scuola medica di Harvard: “Apporti più alti di fruttosio sono associati a obesità, diabete, fegato grasso non da alcolici e a malattie cardiache, ma gli studi clinici non ci hanno ancora spiegato le CAUSE. É utile tagliare il fruttosio nella dieta, ma non fatelo smettendo di mangiare la frutta. La frutta fa bene ed è una minima fonte di fruttosio per la maggior parte della gente”.

Se volete scoprire qualche altro mito sulla frutta e i dati che confermano o sfatano queste paure, potete seguire ogni mercoledì sera i miei articoli a riguardo, pubblicati sul sito Eticamente.net a puntate (la serie si chiama In Frutta Veritas).

Qui trovate i capitoli pubblicati fino ad oggi e più informazioni su di me per chi non mi conosce: http://www.eticamente.net/54787/in-frutta-veritas-un-libro-a-puntate-per-sfatare-i-miti-sulla-frutta.html

Mercoledì sera (1 marzo) uscirà il capitolo sul mito che la frutta causi il diabete…

Aida Vittoria Eltanin (E.V.A.)

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2 COMMENTI

  1. Molto interessante. Ogni dottore mi vieta la frutta ed io non nego che sto meglio a non mangiarla (spariscono i brufolo e non mi abbuffo, appena comincio con la frutta, il dolce chiama dolce all’infinito e va a finire che mangio circa 30 frutti al giorno e molto più, con un gonfiore ingestibile). Premetto che purtroppo sono caduta nel Binge Eating e per tre mesi, ogni giorno, mi sono abbuffata di ogni tipologia di cibo, svuotando dispense e frigoriferi in pochissime ore. A pensarci ora parrebbe quasi assurdo, ma ho provocato una rischiosa dilatazione dello stomaco, nonché peggiorato la sindrome da intestino poroso. Ora lavoro sul riprendere la mia strada, ma ti confesso che per aiutarmi in questo percorso, ho dovuto fare dei giorni quasi da fruttariana (purtroppo esagerando). Io non capisco perché sento il bisogno di disintossicazione con la frutta (mi fa molto male all’inizio, ma poi ne giovo ne giorni successivi). Ha questo duplice ruolo in me. A volte penso che arrivo alla frutta quando sono troppo intossicata e che questa possa far peggiorare i sintomi di intossicazione, quando in realtà sono “crisi eliminative”. Non diverrò fruttariana solo perché “proibito”, ma non riesco a capire perché la frutta sta giocando un ruolo così importante nella mia vita, non lo comprendo perché tutti me la condannano, io ho reazioni ambigue all’assunzione, ma nello stesso tempo ne sento terribilmente il bisogno. Chiedo scusa per la confusione nella stesura, ho voluto racchiudere in poche righe la mia storia di una giovane trentenne ben incasinata!

     
  2. Caduta nel Binge Eating ed in forte motivazione per non rischiare di morire dallo stomaco dilatato ecco uno strano richiamo alla frutta che quando arriva sono più di 30 frutti al giorno, tanto che ogni medico ha deciso sul mio caso di togliermi la frutta. La frutta fa male da quel che dicono e quasi me ne sto convincendo anche io, ma non arrivano a convincermi del tutto. È vero, con la frutta arriva una specie di acne sul viso, gonfiore per le enormi quantità e “frutto richiama frutto”, ovviamente mangiando frutta di nascosto come se fossi il peggior ladro. Perché dico questo? Perché paradossalmente, dopo il malessere, solo la frutta è in grado di riportarmi in salute. Gli episodi di acne e di golosità insaziabile mi spaventano molto, tanto che metto sempre in dubbio l’efficacia della frutta su di me, ma non ne posso fare a meno. Sento una specie di richiamo dal corpo per aiutarlo. Eppure, eppure tutti mi dicono che faccia male. Io sono non solo confusa, ma anche abbattuta in questo percorso di guarigione che al momento rimane onnivoro, non per mia decisione.

     

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