Come lasciare tutto ed andare a vivere all’estero – La mia storia ...

Come lasciare tutto ed andare a vivere all’estero – La mia storia 5/5 (2)

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QUOTA

Postando il meraviglioso video di Kim Ho e la sua famiglia, mi è venuta la voglia (ispirata da dei commenti dei miei fantastici amici di facebook, tipo di Francesca Donati 😉 ) di scrivere proprio come si fa a lasciare tutto e andare a vivere all’estero. E quello che mi viene spontaneo fare è di raccontarvi a pezzetti anche parte della mia storia e come io sono uscita dall’Italia, con successo, e non ci ho messo piú piede, se non in vacanza, da ormai 7-8 anni :)

Capirete che questo articolo non puó essere breve, ma cercheró di essere il piú concisa il possibile! Vi faccio un riassunto dei punti che andró a toccare, i quali non sono altro che gli scalini sul percorso verso la riuscita del nostro piano: andarcene :)

Motivazione
Tempistiche di presa di decisione
Come trovare il luogo “perfetto”
Fare dei piani
Fare il primo passo
Fare il primo passo, nel paese!
Dubbi/Pianti/Incertezze
Permesso di soggiorno
Come mantenersi/Lavoro

Sentirsi troppo liberi e sentirsi in colpa
Sicurezza
Dubbi/Pianti/Incertezze
Determinazione
I soldi meglio spesi

 

Motivazione

Prima di tutto ci vuole la giusta motivazione! Perché te ne vuoi andare dall’Italia? Perché sei stufo della solita situazione. Perché la politica è cosí o perché i vicini sono colí, non basta! No no. Pensaci bene e guarda nel profondo… hai DAVVERO una motivazione forte che ti spinga a lasciare l’Italia? La voglia di scoprire nuovi paesi ti porteranno a fare dei viaggi piú o meno brevi, ma per avere la forza di trasferirsi e lasciare tutto ci vuole qualcosa di ancora piú importante. Sicuramente, se stai leggendo questo articolo, l’Italia ti sta “stretta”. D’altronde, se stai bene in Italia, perché dovresti andartene??? Ci vuole qualcosa di scocciante per farti muovere…
Ma cosa intendi per “scocciante”? Beh, ci dev’essere qualcosa che proprio non sopporti piú, devi arrivare al punto dove tocchi il fondo e dici “Peggio di cosí non puó andare!”. Questa motivazione fa muovere anche le pietre.

E forse ti starai chiedendo… ma allora anche Serena avrá toccato il fondo???
Certo che sí!!! Ragazzi, credetemi, ho toccato il fondo piú di una volta e in alcuni casi mi sono sentita come se non avessi piú via di scampo.
Me ne sono andata che avevo 19 anni… ma giá dai 15-16 sapevo che me ne sarei andata di casa. Progettavo di andarmene il prima possibile, avendo una situazione familiare non troppo serena. Dopo la scuola non avevo desiderio di continuare a studiare, non avendo ancora capito che cosa volevo veramente dalla mia vita. Sarebbe stato assurdo, a mia veduta, mettermi in debito e massacrarmi di lavoro per pagarmi un’universitá, la quale non era il mio sogno e farlo solo per scopo di “sicurezza lavorativa”.
Se la mia situazione familiare non era il top, forse quella amorosa era ancora peggio! Le mie relazioni sentimentali erano davvero burrascose. Ero stufa di combattere e avere il cuore a pezzi. E pure la mia migliore amica, la quale al tempo aveva un ragazzo, era in stand-by con me e non ci uscivo piú molto. E non è che avessi avuto tante altre grandi amicizie.
Insomma… l’avrete capito… per me l’Italia era una seccatura :)

vivere_estero_01A 19 anni mi è capitata un’occasione: un biglietto di andata e ritorno per Londra per 17€. Da non perdere direi! Ne potrei approfittare per vedere un’altra amica espatriata. Ci rifletto. E ci rifletto ancora. Una lampadina si accende… forse potrei anche rimanerci in Inghilterra.
Con degli amici ci organizziamo per questo viaggetto che sarebbe durato 4 giorni, ma io parto con le valigie per rimanerci. E di fatto, non sono piú tornata.

Ecco, la mia motivazione era GRANDE. Non avevo niente che mi trattenesse, se non le mie paure. Ma di quelle, ne parleremo dopo…

Quindi, come prima cosa, ti invito a riflettere… hai toccato il tuo fondo? Quando è troppo? Quando l’idea di fare un salto nel vuoto, con tutte le paure ed i timori che porta con se, ti fa sentire meglio che l’idea di rimanere in Italia, un paese del primo mondo, e non cosí malaccio? (Ti ricordo che l’Italia è uno dei paesi piú belli al mondo!!!)

Tempistiche di presa di decisione

Vabbé, ma diciamo avete delle buone motivazioni. Si parte subito? No. L’idea di partire, a meno che non siate delle persone extra impulsive, si cova, s’incuba e si lascia maturare. Non si parte da un giorno all’altro – per sempre. A mio avviso ci vogliono svariati anni per prendere una decisione del genere. Tutto dipende dai fili che ancora ci connettono all’Italia (figli, scuola, famiglia, genitori, lavoro, “sicurezza”, debiti, mutuo, casa da vendere, animali…) prima di prendere una decisione cosí importante! Quindi, se hai oggi il sogno di andare a vivere all’estero, questa idea probabilmente non diventerá realtá prima del 2017.

Andare a vivere all’estero non è una cosa da poco.

Come trovare il luogo “perfetto”

vivere_estero_02Mentre aspettate il momento X, perché ormai giá ardete dalla voglia di farvi una nuova vita, sará bene che decidiate dove andare 😀
Questo è un punto cruciale ovviamente. Dove sará il luogo perfetto per te, il tuo ragazzo, la tua ragazza, la tua famiglia? Quale sará un luogo ospitale per stranieri? Quale luogo offrirá opportunitá lavorative? E visto che giá ce ne andiamo dall’Italia… perché non trovare anche un clima meno rigido?
Tante tante tante sono le domande a cui sarebbe bello poter rispondere!
Volete la veritá? Dimenticatevi di sapere tutto quanto. Non potrete rispondere con precisione a tutte queste domande. Il mondo è davvero troppo grande (e anche le nostre pretese :P)!!!

Il mio consiglio? Non pensarci troppo né sul dove, né sul come.
Certo, fai delle ricerche, pondera i risultati, ma poi segui il tuo CUORE. Cosa ti dice il tuo istinto.

E quando parlo d’istinto basta fare cosí:
Pensa ad una cittá, o un paese, o un continente e mentre ci pensi, ascolta il tuo corpo e le tue emozioni… come ti fa sentire quando pensi a questo luogo? Ti fa sentire bene? Male? Gné? Se non ti dice niente, scarta. Ad esempio pensa all’Australia… animali selvaggi, anche mortali, tanta natura incontaminata, canguri, koala, dall’altra parte del mondo, parlano inglese strano, ci sono le spiagge, fa caldo, molto lontano dall’Italia, lavoro abbastanza semplice da trovare, ma difficile rimanere a lungo per il permesso di soggiorno… come ti fa sentire? E quindi pensa a Londra, cittá enorme, molto caos, probabilitá di lavoro quasi assicurata, costosa, vivere in una scatola per topi, parlano inglese, multiculturale… come ti fa sentire dentro? Che emozioni provi? Le senti le farfalle? E via cosí…

Oppure puoi fare come ho fatto io… alla prima occasione papabile… ho colto il volo (pun inteso) 😉
In questo caso se la situazione è favorevole e si sente di avere una finestra di opportunitá bisogna gettarsi nel vuoto e provare. Perché se non provi, non saprai mai.

Anche perché prendere e andare a “Sidney” non vuol dire fermarsi a “Sidney” – per sempre. Se “Sidney” non ti piace puoi sempre fare le valigie e andare a Melbourne o alle isole Fiji! 😉
Non sottovalutare il tuo potere di spostamento… le valigie ormai le hai fatte, il momento piú difficile è stato affrontato e muoverti di nuovo sará piú “semplice” (ma non lo è mai!).

Un altro consiglio prima di decidere definitivamente dove andare a vivere è quello di “sondare le acque”. Ad esempio ci sono persone che vogliono venire a vivere a Vilcabamba. E io gli dico: “Prima di deciderti, perché non vieni a farti un giretto e vedere se questo posto fa per te?”.
È quello che fanno in tanti. Prendono e partono per un giro in Centro- e Sudamerica, si fermano nei luoghi per i quali hanno fatto delle ricerche e per i quali si sentono in sintonia. Ci stanno per qualche settimana, chiedono in giro, fanno domande… sui prezzi delle proprietá, sulle possibilitá lavorative, fanno amicizie, conoscono i locali ecc. e si fanno un’idea molto piú chiara. Non appena trovato il posto “perfetto”, tornano al loro paese, sistemano il resto della loro vita e si trasferiscono definitivamente.

Questa secondo me è un’ottima strategia, perché bisogna vedere se anche il posto “ti vuole”. Ad esempio Vilcabamba ha un’energia davvero particolare. O ti repelle o ti senti cosí attratto che non te ne vorresti piú andare. Sembra Vudú, ma dovresti venire qui per capire! E cosí sono molti luoghi, almeno in Sudamerica.


Fare dei piani

vivere_estero_03A mio parere fare dei piani è peggio che non farli. Perché creano soltanto ancora piú confusione e dubbi (come se non ne avessimo abbastanza 😀 ). E si sa, piú ci si pensa, piú si tende a non andare. Vi assicuro poi che i piani cambiano sempre! E anzi, devono cambiare, perché l’energia cambia. Non so se avete mai sentito parlare del concetto “go with the flow”, che forse potrebbe essere tradotto in “lasciarsi andare”. Questo concetto è CHIAVE durante i viaggi. Il mio consiglio spassionato mentre si viaggia è: non fossilizzatevi su un qualcosa in particolare, fate il primo passo e poi valutate da lí il prossimo. Il fatto è che le cose cambiano e voi cambiate. E viaggiare vi rivoluziona da dentro! Credetemi che lasciandosi andare e scegliendo le cose man mano, perché si “sentono”, piuttosto perché il Lonely Planet ce lo dice o qualche altro commento su TripAdvisor ci avvisa, è mooooolto ma mooooolto meglio 😀 Perché darete spazio all’universo di lavorare per voi! Di fatto viaggiare insegna questo: non programmare, go with the flow, e lasciati andare perché sei nelle mani divine e tutto andrá bene se non fai resistenza.

Quindi, piú che fare dei piani, a mio parere a e mia esperienza, bisogna prendere coraggio e…

 

Fare il primo passo

Ecco, questo è il MOMENTO. Il momento cruciale. Il momento dove si attiva la “magia”. Quando si fa il primo passo si mettono in moto silenti energie. Il mondo delle possibilitá infinite si apre e si comincia davvero a Vivere.
Cosa vuol dire fare il primo passo? Qual è il primo passo?
Il primo passo è qualsiasi azione attiva che si prende. Il primo passo puó essere comprare il biglietto aereo per la destinazione desiderata, ad esempio. Il primo passo è un segno della decisione e dell’impegno preso. Quel passo che sai che una volta fatto non si guarda piú indietro.

 

Fare il primo passo, nel paese!

Biglietto: check
Valigia: check
Salutato gli amici, i parenti, gli animali: check
Pianto: check

Arriviamo nel paese e cosa facciamo? Questo è un momento fondamentale perché quando arriviamo in un paese sconosciuto, non conosciamo nessuno, non sappiamo come le cose funzionino e c’è sempre quello che se ne vuole approfittare. L’ingenuitá la si legge in faccia! E c’è sempre chi vuole approfittarsene, quindi fate attenzione!

Questo è per me l’unico momento in cui un po’ di preparazione è necessaria e la cosa migliore da avere è un amico o un parente che vi riceva. Questa persona è il vostro secondo biglietto perché vi aiuta ad orientarvi, magari vi offre l’alloggio e vi da un senso di familiaritá. Ci vuole infatti qualche giorno per “prendere il ritmo” e assestarsi.

Questa persona (o persone) vi faranno da cicerone del luogo. Vi spiegheranno come “vanno le cose” ed é molto importante ascoltare ed imparare. Nei miei viaggi ho sempre avuto un punto di appoggio. Quando mi sono trasferita in Inghilterra non ce l’avrei mai fatta senza la mia amica. Anche il nostro viaggio in Sudamerica è cominciato, dopo l’approdo in Brasile, con un bus in direzione di una ex compagna delle superiori che giá viveva in Brasile da qualche anno. E grazie a lei tutto ha avuto inizio… nella giusta direzione!

Ma cosa faccio se non ho nessuno che mi riceva?
Niente panico! Non sempre è possibile avere qualcuno che ci aiuti a fare i nostri primi passi nel paese. Sebbene questo aiuti immensamente, basta farsi coraggio e pensare alle cose reali ed ai bisogni primari.
1) Prima di tutto, quindi, se sbarchiamo in un paese sconosciuto, dobbiamo assicurarci un tetto sopra la testa. Un ostello, per cominciare, fará al caso nostro, o anche un hotel o una casa.
2) Mentre cercate l’hotel, guardatevi attorno se ci sono ristoranti, mercati o posti dove vendono frutta, verdura, succhi.
3) Anche lavanderie, banche e internet-point sono importanti, non fateveli sfuggire d’occhio! Notate anche se c’è qualcosa collegato al motivo del vostro viaggio. Ad esempio, se siete lí per imparare una lingua, fate attenzione a cartelli di scuole o guardatevi attorno se ci sono delle pubblicitá appese.
4) Non abbiate paura a chiedere informazioni, su ostelli, ristoranti, direzione da prendere ecc. Di solito le persone che si incontrano sono davvero ospitali e pronte ad aiutarvi. Inoltre, avrete l’occasione di scambiare due parole e magari fare qualche nuova amicizia.

vivere_estero_06Mi ricordo quando dal Brasile siamo passati in Argentina, alla frontiera delle cascate dell’Iguazú, le piú grandi cascate del mondo 😀 Ce ne siamo dovuti andare dal Brasile perché troppo costoso e l’Argentina invece aveva dei prezzi piú fattibili per le nostre tasche. Prenotiamo una piccola stanzetta in una locanda familiare. Nell’altra casetta c’era una famiglia con 7 bambini. Nei giorni di permanenza non possiamo che diventare amici, abbiamo anche passato il Capodanno assieme, e alla loro partenza ci invitano a seguirli al loro villaggio. È finita che abbiamo vissuto con questa meravigliosa famiglia per ben 4 settimane!!! Ci hanno trattati come figli adottivi. Non hanno voluto un euro e si sono aperti alla cucina vegetariana ed a uno stile di vita piú salutare. Insomma, è stato uno scambio incredibile. Ad oggi ci sentiamo ancora e speriamo di passare degli altri momenti magici assieme, perché siamo diventati come una famiglia 😀

 

Dubbi/Pianti/Incertezze

vivere_estero_04Mille dubbi vi assaliranno. Prima, durante e dopo la partenza. È inevitabile! É umano.
Ho preso la decisione giusta? Che cosa faró lí? E se non trovo lavoro? E se finiscono i soldi? Cosa mangeró? Forse dovrei tornare dalla mamma. Non è poi cosí tanto male a casa in Italia. Forse dovrei rassegnarmi e vivere negli schemi. Almeno c’è sicurezza…

Tante saranno le incertezze che vi accompagneranno! No, non è facile prendere e andarsene. Specialmente se è la prima volta che vi trovate fuori dal vostro paese, a lungo termine. È normale piangere. È normale sentirsi tristi e soli.

Mi ricordo quando sono andata a vivere in Inghilterra. I primi sei mesi sono stati bui. Ho pianto tantissimo. Mi sentivo sola e abbandonata a me stessa. Sono stati dei mesi intensi e sapete quante volte mi sono chiesta se dovessi tornare? Magari tornare assieme al mio ex-ragazzo. Magari sposarmi e mettere su casa e famiglia…
Ebbene, io ora sono FELICE ed ORGOGLIOSA per aver tenuto duro. Perché la mia vita è cambiata. Meno male che sono rimasta, meno male che sono andata avanti. Perché, passato il primo periodo pieno di dubbi ed emozioni contrastanti, ho cominciato a capire la vita e, soprattutto, a capire me stessa. E piano piano, una nuova vita prende forma… nuovi amici, nuovi colleghi, nuovo lavoro, nuova routine e sí, anche un nuovo amore… il vero Amore della mia vita. Sono eternamente grata di aver fatto quel passo. Un passo nel vuoto. Un passo che porta con sé tanti timori e paure, ma un passo che ha portato tanta luce e tanta felicitá. Non sapevo si potesse essere cosí felici nella vita. Veramente, non sapevo che si potesse Vivere in questo modo.

 

Permesso di soggiorno

vivere_estero_05C’è bisogno di un permesso di soggiorno? L’Italia è un paese che è sempre stato abbastanza pacifico. Quasi tutti vogliono bene agli italiani, siamo davvero fortunati ad avere questa nazionalitá! In Europa, poi, non c’è nemmeno bisogno di utilizzare il passaporto! Possiamo soggiornare in tutti i paesi dell’Unione Europea semplicemente con la carta d’identitá, e ci possiamo rimanere quanto vogliamo… non è magnifico??? 😀

Fuori dall’Europa le cose sono leggermente differenti, ma non sono complicate! Davvero, state tranquilli per quanto riguarda il permesso di soggiorno perché una soluzione si trova sempre. Nella maggior parte dei paesi, i primi mesi sono anche gratis. Ad esempio, in Sudamerica, all’entrata al paese generalmente si ottiene un permesso di soggiorno da turista dai 3 ai 6 mesi. Questo ci da tempo per “sondare le acque”, appunto. Ci da tempo per “sentire” se questo paese, cittá o villaggio fa per noi e ci per informarci sulla burocrazia del paese.

Qui in Ecuador si ottiene subito un visto per tre mesi. Scaduti questi tre mesi si puó richiedere un’estensione per altri 6 mesi per una modica cifra di 200-300€. Dopo i sei mesi, si puó richiedere un’estensione per casi particolari. Questa estensione viene concessa solo se si ha un biglietto di sola andata per uscire dal paese, la quale rientra nei tre mesi successivi ai sei mesi.

Altrimenti c‘è la possibilitá di richiedere un permesso di soggiorno da studente, con validitá di 1 anno, o uno da volontario di 2 anni, per quest’ultimo ci vuole uno sponsor e, ovviamente, bisogna lavorare come volontario per lo sponsor in questione.
Oppure si puó investire 25.000$ in un terreno o mettere questa somma in una banca ecuadoriana. In questo modo ci si aggiudica la residenza a vita. Ah, anche se si ha una pensione al di sopra dei 1000$, si puó fare richiesta per una residenza ecuadoriana a vita.
Insomma…. avrete capito che ci sono molte opzioni. Basta essere flessibili ed informarsi bene. Ma il mio consiglio è quello di non preoccuparsi troppo. Questi sono “dettagli” dei quali ci si puó prendere cura sul luogo. Ricordate quello che dicevo prima… non importa il come. Abbiate fiducia, fate un passetto alla volta e vedete che la situazione si risolve con molta piú serenitá. Ed alla fine, se l’universo vuole che rimaniate, il modo non passerá inosservato.

L’importante è andare e assicurarsi che il posto sia quello che cerchiamo :)

 

Come mantenersi/Lavoro

vivere_estero_07Ovviamente una delle maggiori preoccupazioni andando a vivere all’estero è il come mantenersi. Infatti un po’ tutti mi fanno questa domanda :) Un lavoro si trova sempre, a mio parere. Basta avere un po’ di umiltá e rimanere positivi.

Se siete stati accolti da qualcuno, chiedere non nuoce! Chiedete al familiare, amico o conoscente se potete fare qualcosa per loro, oppure se vi possono far entrare sul loro posto di lavoro o se conoscono qualcuno a cui serva una mano. Chiedete piú che potete perché a mio avviso, il lavoro “raccomandato” è il migliore ed il piú semplice da ottenere.
Altrimenti mantenete occhi aperti, cercate sui giornali, bacheche, andate a chiedere di persona nei ristoranti, bar, parrucchieri, carpentieri, costruttori. Di solito questi tipi di lavori possono sempre far uso di una mano in piú.

Oppure se siete delle persone creative potreste “mettervi in proprio”. Il Sudamerica è PIENO di ragazzi dai 20 ai 35 anni che viaggiano di paese in paese con i soldi che fanno qui e lí. Come fanno? Vendono oggetti di artigianato che auto-producono, oppure preparano dei dolcetti, biscotti, pizzette, pani, cioccolatini e altri prodotti alimentari che vendono nel week-end in piazza, o al mercato, o forniscono i negozi lasciando una commissione. I geni dei computer possono offrire riparazioni e manutenzione, se sai come creare un sito puoi offrirti di creare delle pagine web per i negozi. E ancora c’è sempre domanda per aiuto nei giardini. Puoi approfittarne per imparare e fare esperienza nel campo della permacultura e dei giardini sinergici. O anche aiutare in costruzioni ecologiche, erigere case e cupole in adobe (materiale da costruzione ecologico), scavare stagni e tanto tanto di piú. In Australia sono famosi i lavori nei campi e non serve nemmeno che tu cerchi molto, sará l’ostello che ti procura il lavoro ed anche per una buona paga. Insomma, anche qui, dipende da quello che tu sai fare. Quali sono le tue qualitá? Quali i tuoi talenti? Che cosa ti piacerebbe imparare? Perché tutto diventa un’esperienza che ti arricchisce su tutti i livelli! Qual è il compromesso al quale puoi e vuoi scendere?

Le possibilitá sono infinite 😀

Quando sono approdata in Inghilterra e sono andata a vivere dalla mia amica ho fatto richiesta di lavorare al ristorante dove lavorava lei. Mi hanno detto OK e mi hanno assunta per lavare i piatti. Di certo non il mio sogno. Ci sono rimasta per tre turni prima di dire basta. Non sono tagliata per il lavoro da ristorante e mi irritava perché non sentivo di utilizzare il mio potenziale. Ho contattato quindi un ragazzo che avevo conosciuto in un altro ristorante in un altro villaggio da un mio viaggio precedente, il quale mi aveva accennato di un lavoro in “banca”. Lui mi ha detto che il lavoro era ancora disponibile ed ha ottenuto per me un appuntamento per un colloquio. Mi hanno presa subito, ho cambiato cittá, ed ho iniziato a lavorare per l’American Express. E qui ci sono rimasta finché non mi sono trasferita nuovamente per andare a vivere in Germania con il mio ragazzo Nick.

Qui a Vilcabamba ci sono tantissimi stranieri, molti dei quali hanno una certa etá e sono in pensione, ma tanti altri sono nel fior fiore degli anni e devono trovare come mantenersi. Ad esempio c’è questo mio amico, Carl, un aitante ragazzo canadese di 23 anni. Lui vive con la sua ragazza e suo figlio di appena due anni, i quali deve mantenere. É appassionato di salute, cucina e di crudismo e, da quando è arrivato qui, ha cominciato a fare queste Bliss-Balls, che sono delle praline crudiste, e le vende al Juice Factory, uno dei baretti piú popolari del villaggio. Da poco ha anche cominciato a creare delle barrette energetiche di semi e frutta secca e dei crackers crudisti. Loro si mantengono in questa maniera, per fare un altro esempio.

O ancora qui è molto richiesto l’house e il pet-sitting. Gli stranieri spesso devono tornare ai loro paesi, ma hanno bisogno di qualcuno che badi alla loro casa e ai loro animali mentre sono in viaggio. Queste persone non solo offrono l’alloggio gratis alla persona che si occupa della casa e degli animali (e vi dico che spesso parliamo di villette e case stupende!), ma, se si ha fortuna, pagano pure! Circa 6$ al giorno. Un amico nostro è venuto a trovarci e non se ne è piú voluto andare. È rimasto per 9 mesi e non faceva che andare di casa in casa a fare house e pet-sitting. A volte organizzava anche delle cene crudiste. E nel suo conto bancario non aveva piú di 500€!

Ed ancora, se possedete casa in Europa, potete venderla o affittarla, in questo modo avrete liquiditá per fare le vostre mosse e non sentirvi con l’acqua al collo.

Ripeto, bisogna vedere qual è la passione, e quali sono le possibilitá e i talenti dell’individuo. Sei un architetto? Puoi aiutare in costruzioni. Sei un idraulico? Ti puoi aprire il tuo business come idraulico. Sai dipingere? Perché non vendere le tue creazioni al pubblico? Ti piacciono i fiori ed hai una passione per il giardinaggio? Perché non vai a lavorare in giardini sinergici. Le possibilitá sono davvero tante 😀

 

Sentirsi troppo liberi e sentirsi in colpa

vivere_estero_08Questo è un punto davvero interessante e non ci si crede finché non ci si sente cosí. Se arrivate in un paese nuovo e non trovate un posto di lavoro nell’immediato, state attenti al senso di colpa!

Ci hanno programmati fin da piccoli a fare fare fare. Sempre dobbiamo svolgere un qualche compito. Se non è la scuola, è il lavoro, o i compiti o è il cercare un lavoro.
Ora che avete avuto il coraggio di lasciarvi la vita alle spalle, dovreste sentirvi liberi e felici… Invece cosa succede? Per via di questa pre-programmazione, se non avete immediatamente qualcosa da “fare”, c’è la possibilitá che vi sentiate “inutili”. È difficile non fare niente. È difficile godersi la vita, finalmente, per quel che é. È difficile essere liberi, perché fondamentalmente siamo stati programmati schiavi.

Libertá, il diritto piú bramato e per il quale piú si combatte. Vogliamo essere liberi… ma non troppo. E lasciare tutto e ritrovarsi in un nuovo paese, senza dover rendere conto a nessuno, puó far paura!

Mi ricordo quando siamo sbarcati in Brasile. Non avevamo piú responsabilitá se non quella di noi stessi. Niente affitto da pagare, niente tasse, niente lavoro, niente figli, niente assicurazione, niente macchina. Semplicemente e puramente essere. VIVERE. All’inizio si prova una sensazione immensa di libertá e di freschezza. Ma dopo qualche settimana domande tipo: “Ma sará giusto questo?” “Non dovrei forse fare qualcosa?” “Dovremmo lavorare?” “Dovremmo guadagnare qualcosa?”. E ci sentivamo a disagio con noi stessi.

Ci abbiamo messo un po’ per capire queste inquietudini e da dove venisse questo senso di colpa. Ma, una volta individuato il problema, abbiamo tirato un sospiro di sollievo e ci siamo detti “Se non lo facciamo ora, quando lo facciamo?” “Dopotutto vogliamo Vivere, mica arrancare”. Dovevamo quantomeno provarci. Perché tornare indietro è sempre possibile!!

Pensala in questa maniera: “Se fossi sul letto di morte e riguardassi indietro alla tua vita… ne sarei soddisfatto?”. O avresti dei rimorsi per non aver preso delle decisioni, per aver ceduto alla paura.
Io la vedo cosí… Piuttosto di non provarci e poi pentirmene, ci provo e magari me ne pento poi! Ma almeno ci ho provato. Se non altro ho dato tutta me stessa. Non riuscirci non significa fallire. Fallire significa non provare!

Ma finora tutte le decisioni che ho preso, per quanto bizzarre e incomprensibili fossero per certe persone, sono state ripagate. Anzi, rifarei ció che ho fatto mille e mille volte perché la mia vita si è solo arricchita e non ha fatto altro che migliorare – sempre.

 

Sicurezza

vivere_estero_10Stavo dando l’addio a tutti gli amici, i colleghi, e i conoscenti in Germania prima di partire per il Sudamerica. E una frase ricorrente che mi dicevano era: “Ah, du bist aber mutig!”, che vuol dire “Ah, che coraggiosa che sei!”. Io rimanevo sempre un po’ perplessa e scambiavo con un sorriso.
Sí, ci vuole “coraggio” per prendere a andarsene. Ma sapete secondo me per cosa ci vuole ancora piú coraggio? Rimanere in una situazione della quale si è insoddisfatti. O rimanere nel posto di lavoro che si odia e che opprime.

In Germania facevo dei “cooking-shows” la domenica pomeriggio nella galleria dei negozi in centro a Osnabrück. Il ragazzo che mi ha contattata per assumermi aveva poco piú di 30 anni. Un bel ragazzo, biondo, occhi azzurri, muscoloso, sveglio… avrebbe potuto fare un po’ di tutto, ma lui era il direttore dell’intera galleria… un lavoro abbastanza buono, e soprattutto sicuro. Il suo piano? Anche se questo lavoro non era il suo sogno, si era deciso di rimanere lí per altri 30 anni e poi andare in pensione. Questo il suo piano di azione per la sua vita. Ecco, per fare ció per me ci vuole coraggio!!!

Fondamentalmente abbiamo paura di muoverci e trasferirci perché non sappiamo cosa ci riservi il futuro. Abbiamo paura dell’ignoto perché semplicemente non lo conosciamo. L’ignoto è rischioso, l’ignoto sicuramente non è sicuro.

Ma che cos’è la sicurezza? Al giorno d’oggi si parla in primis di sicurezza lavorativa. Ma cosa c’è di sicuro al giorno d’oggi? Ragazzi che vanno all’universitá per trovare un lavoro sicuro e poi si ritrovano a lavorare nei supermercati. O ancora peggio, un lavoro nemmeno lo trovano! Persone che credono di essere sicuri per il contratto a tempo indeterminato, ma che poi si ritrovano a casa perché l’azienda fallisce o non riesce a stare a passo con i tempi. Mai sentito parlare di loro? Oppure vogliamo parlare dei famosi contratti a tempo determinato, che vabbé… di sicuro hanno solo la data di scadenza???
Ci credete ancora nelle pensioni??? Credete davvero che fra 30-40 anni ci saranno i soldi da dare a voi? Credete davvero che siano sicure? Se sí, leggetevi qualche libro filo-economico perché potreste ricevere una bella sorpresa! Questo sistema avrá anche funzionato nell’Era dell’Industrializzazione, ma sono cose del passato, questa è l’Era dell’Informazione e ci dobbiamo adattare!

Niente è, in realtá, sicuro. Se non la morte. Questa idea di sicurezza l’ho abbandonata da anni, capendo che l’essere dipendente dagli altri non porta niente di sicuro. L’unica sicurezza che ho è nelle mie capacitá. Io creo la mia sicurezza.

E con il tempo, imparando a lasciarsi andare e “go with the flow”, si comincia ad avere sicurezza nell’ignoto 😀 So che sembra una cosa da pazzi. Ma il fatto è che funziona! Avere fiducia che domani sia una giornata favolosa e di successo. Avere fiducia nelle proprie capacitá e che tutto vada bene. Avere fiducia nell’universo, se questo puó avere senso per qualcuno…

 

Dubbi/Pianti/Incertezze

E non credete che l’unico momento durante il quale piangerete sia quando ve ne andate!! No no, si puó piangere, essere tristi e confusi anche a distanza di mesi, o anni.

I dubbi vengono a tutti, indipendentemente dal cammino che si sceglie. Anche a me ogni tanto vengono dei dubbi o mi sento giú. E ogni tanto fa bene anche sfogarsi e piangere! Tirare fuori le emozioni e viverle, perché fanno parte della vita. La vita è un accumulo di esperienze e sia quelle buone che quelle “cattive” fanno parte di essa. Tutto va bene. L’importante è VIVERE.

Se i dubbi ti assalgono, domandati: “Cos’ho da perdere?” e “Cosa posso ottenere da questa esperienza?” “Vale la pena buttarsi giú?” e ancora “Sará un sintomo di detox? (che per noi che amiamo la salute e seguiamo una dieta tendenzialmente crudista, specialmente agli inizi, potrebbe davvero essere solo un sintomo di disintossicazione!)” “È stanchezza?”. Sfogati, da solo o con qualcuno di fidato, parlane e poi dormici su. L’indomani è un altro giorno e lo si guarda differentemente.

Questo solo per rassicurarti che È NORMALE piangere, sentirsi giú, avere paura, avere dei dubbi e non essere sicuri al 100% di tutto. Significa che sei umano 😉

 

Determinazione

vivere_estero_11Forza, coraggio e determinazione! Nessuno dice che questo passo sia facile da fare. Anche perché altrimenti tutti lo farebbero 😉

La determinazione è chiave. Bisogna avere fiducia e sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacitá. Questa decisione ti cambierá la vita!!!

 

I soldi meglio spesi

Come dice mia mamma: “I soldi per i viaggi sono i soldi meglio spesi”. Ed io vivo questa filosofia. Sí, viaggiare e spostarsi è costoso, ma è un prezzo che vale la pena pagare perché arricchisce incredibilmente. Specialmente certi tipi di viaggi, stravolgono l’esistenza! Poi non si puó piú guardare la vita con gli stessi occhi, perché si ha vissuto un’esperienza che tocca dentro. Si è piú maturi, coscienti e consapevoli.
Fare certi incontri, poi, ti cambia!

Oh, che sensazione meravigliosa!!!

Io amo viaggiare, amo vedere nuovi posti, AMO la mia Vita. Non ho niente di cui lamentarmi.
Ma questa è la vita che io ho scelto, una vita che mi sto costruendo e ne sono davvero soddisfatta 😀

 

Ricapitolando

Ci vuole la giusta motivazione per lasciare tutto e andare a vivere all’estero e poi basta solo fare quel primo passo e lasciarsi andare. Non si puó controllare tutto. Non preoccuparti del come. Semplicemente vai, esplora, vivi e cresci. Fai quel primo passo e lascia i dettagli a piú tardi.

Non aver paura di chiedere aiuto e tieni gli occhi sempre bene aperti.

La sicurezza è solo un concetto astratto. Niente è sicuro a questo mondo. Non perderti nell’illusione!

Se non provi, non saprai mai e ti potresti ritrovare alla fine di questa vita con dei rimorsi. Ricordati che puoi sempre tornare indietro! L’Italia non se ne va 😉

Se ti senti pronto… vai :)

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22 COMMENTI

  1. Ciao serena, grazie per questo articolo e per questa condivisione. Mi ha fatto riflettere su quello che voglio fare, a gennaio la mia azienda chiuderà e non so bene cosa fare se restare in Italia nella città dove vivo e che a parte caos, smog e difficoltà a me piace e credo di rimanere comuqnue quì in Italia Però penso che magari durante il periodo di disoccupazione potrei far partire senz’altro il mio blog personale e poi prendere dei periodi per viaggiare, approfondire il tedesco che adoro e magari fare esperienze in alcune aziende importanti nel mondo, come in Thailandia, che mi piacerebbe visitare ecc Sai cosa mi frena però? Che innanzitutto faccio tutto da sola, lasciare amici, punti di riferimento e partire senza nessuno che mi aspetta e con cui condividere le giornate Poi invece penso magari a fare degli stage in italia per investire sulla mia formazione e rimanere quì Insomma si vedrà per ora spero di ricevere tutti gli stimoli necessari, come ora aprendo la tua mail :)

    • Carissima Roberta, grazie mille per questo commento! Sai quando si dice che le cose arrivano proprio al “momento giusto” 😉
      Capisco benissimo quando parli del viaggiare da sola, e non ti nego che in compagnia é molto meglio perché si fanno delle esperienze cosí uniche, che solo le persone che sono lí ne capiscono l’essenza!! Peró, é anche vero che tanti altri ragazzi viaggiano da soli e si possono comunque condividere dei bei momenti assieme a degli “sconosciuti” 😀 Anzi, potresti addirittura trovare delle nuove amicizie e, perché no, magari anche una nuova fiamma (a meno che tu non sia giá impegnata, eh 😉 ). E poi, diciamocelo, é sempre bello avere una storia particolare da raccontare mentre si é in compagnia 😀

      Sono sicura troverai la tua strada, ascolta quello che dice il tuo cuore… non potrai sbagliare :)
      Un sentito augurio,
      Serena

  2. si avevi ragione nella email.
    molto esaudiente.
    anche se pressoche immaginavo un
    po il sistema.
    pensa che io sono 2/3 anni che ho
    intenzione di andare via dal’italia
    ed a oggi sono ancora qua…..
    bastasse la moglie dicesse ok…
    purtroppo le cose si fanno in 2
    o seno uno sta single.
    io pensavo alla spagna canarie prima
    di conoscerti dal sito. avevo gia trovato
    un app x 1/3dei soldi del mio e con
    l’avanzo potevamo campare 2/3anni
    senza lavoro. mancava solo il consenso
    famigliare. pazienza.
    poi ho sempre avuto timore nell’andare
    in quei posti tipo sud americhe x via della
    criminalita tipo se gli stai antipatico a uno
    ti sparano piu facilmente mentre da noi
    ti becchi un pugno nella peggiore.
    ma vedendo i tuoi video su vilcabamba
    devo ricredermi.

    grazie speriamo che col tempo la
    moglie si decida.

    • Ciao Alessandro! Hihi, certo, non te ne puoi mica andare senza famiglia 😉
      I criminali ci sono dappertutto e fino ad ora il paese dove mi sono sentita piú in pericolo é stato… guarda un po’… l’Italia! L’unico paese dove mi han fregato qualcosa. Certo, bisogna stare attenti, anche qui ne succedono eh. Ma dipende su che cosa vuoi sintonizzarti. Insomma, se stai attento, hai dei buoni vicini e parli un po’ di spagnolo qui sei proprio a posto. Ed in caso ti prendi un bel rotweiler 😉

      Entro oggi o domani ti rispondo anche alla mail!
      Un caro saluto, ti mando tanta energia positiva per il successo dei tuoi piani!!!
      Serena

  3. Quello che hai scritto corrisponde esattamente a ciò che sento e ho provato quando mi sono trasferita in Sudamerica la prima volta…..libertà, sensi di colpa…per il troppo tempo libero ecc. assurdo ma vero…lì mi sentivo in un altra dimensione….come se fossi uscita dalla mia vita (quella che gli altri mi avevano costruito) ed entrata nell’altra …quella che avevo scelto…una dimensione strana, inspiegabile….nel mio caso forse non era ancora il momento….ma la prossima volta sarà quella vincente! grazie per condividere i tuoi post!

    • Carissima Elisa, mi fa piacere tu ti sia trovata nelle mie parole! Poi ognuno chiaramente fa le proprie esperienze e ogni caso é a se stante, peró ci sono dei momenti (e non sempre felici) che le persone che si trovano nelle stesse situazioni passano, delle emozioni simili che provano…. proprio come questa bizzarra del sentirsi in colpa :)
      Ti mando un caro saluto, ovunque tu sia!

  4. Ciao Serena!
    bell’articolo, molto dettagliato e personale… complimenti per le tue scelte 😉
    Siamo d’accordo su molti punti, infatti 5 mesi fa abbiamo venduto tutto, per intraprendere un lungo viaggio da Cuba alla Patagonia… era il momento giusto per farlo e abbiamo seguito semplicemente il nostro cuore, mettendo da parte le paure e non facendoci influenzare dalle opinioni altrui.

    Siamo arrivati oggi ad Otavalo e magari riusciamo a vederci a Vilcabamba nelle prossime settimane!

    Go with the flow!

    L. & D.

    • Che spettacolo!!! Wow 😀 Anche noi 3 anni fa abbiamo venduto tutto quello che avevamo in Germania per partire e fare il giro del Sudamerica… peró siamo partiti dal Brasile, in giú, per poi arrivare qui… e non vogliamo piú andarcene!!! Otavalo bellissimo, se vi piace l’adrenalina passate per Banos de Aguas Calientes 😉 E chiaramente date un colpo se riuscite ad arrivare fino a qui!!!
      Un salutone!!

  5. Complimenti Serena,
    io ho fatto lo stesso ma non avrei saputo descriverlo meglio. Sono partita per Sydney con lo zaino senza conoscere nessuno. Gli amici volevano chiamare la neuro ma ora mi invidiano tutti :)
    Hai ragione, l’Italia è sempre lì 😉
    Daniela

    • Ciao Daniela! Che bello che mi hai scritto 😀 Sono felicissima per le tue scelte e spero tu trovi benone lí a Sydney 😀

  6. Ciao Serena.
    . Ottimo articolo . Molto ben scritto. Io pretendo di uscire dall’Italia anche perche io sono italo-brasiliano che sono nato in Brasile. In Italia non ne posso piu stare, visto che nessuno mi da un lavoro che ho . Il mio desiderio e arrivare in Brasile ed avviare un attivita imprenditoriale, anche che li c’e una legge del governo brasiliano sulla microempresa che prevede l’isenzione fiscale . Io voglio andare quest’anno a causa dei giochi olimpici a Rio de Janeiro che si terrano dal 5 fino al 21 agosto del 2016.

    • Grazie Giovanni! Se il tuo desiderio é di andare non ti ferma nessuno 😀 Poi il Brasile é un paese bellissimo. Sono sicura riuscirai a coronare i tuoi sogni. Ti auguro tanta fortuna!
      Serena

  7. Ciao Serena,
    in un momento di sconforto (vita lavorativa, sentimentale, vorrei cambiare aria insomma!) mi sono messa a cercare in Google “abbandonare un lavoro sicuro e trasferirsi all’estero”…e mi sono ritrovata sul tuo blog. Mi ritrovo tantissimo in tutto ciò che hai scritto, le tue parole mi hanno incoraggiata, si capisce che sono molto vere e frutto di un’esperienza di vita reale…non le classiche frasi finte e studiate a tavolino! Purtroppo al momento non posso mollare il mio lavoro perchè mi serve per mantenere gli studi universitari..ma quando li finirò mi rileggerò tutto questo tue bellissimo articolo e spero di trovare la metà del coraggio che hai avuto tu per fare un’esperienza all’estero, che è sempre stato un mio sogno..ti ammiro un sacco comunque, complimenti per tutto!! è così che si vive veramente la VERA VITA . Un grosso abbraccio

    • Carissima Gaia, grazie mille per aver condiviso la tua storia con me e noi del sito <3
      Ogni cosa a suo tempo, ci vuole preparazione, mentale soprattutto…
      Il lavoro in questo momento ti è utile e anche l’università! Non si sa mai in che situazioni future le abilità acquisite ti aiuteranno.
      Io mi stupisco ogni giorno di come alcune delle capacità che ho acquisito in lavori e studi che non ho amato (come il web-design o l’aver “dovuto” imparare 4 lingue) mi abbiano aiutata e mi stiano aiutando con le mie VERE passioni!

      Salvati pure l’articolo e rileggilo quando sei pronta. Ogni volta che rileggiamo qualcosa di vero, ci ispira in nuove maniere 😀

      Un abbraccio!
      Serena

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