Come interrompere un digiuno prolungato (in sicurezza)

Come interrompere un digiuno prolungato (in sicurezza)

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Qualche anno fa avevo scritto un articolo riguardo il digiuno terapeutico: quali sono le ragioni per un digiuno terapeutico; quali le conseguenze; se ci sono “effetti collaterali”; i benefici del digiuno terapeutico; che tipo di digiuno intraprendere; se si può digiunare da solo/a. In questo articolo, e nel video, vediamo come interrompere al meglio un digiuno, perché non si perdano i benefici tratti. D’altronde, abbiamo fatto tanta fatica, sarebbe veramente un peccato stracciare i risultati, giusto?

Sebbene la fase pre-digiuno non incida grandemente sull’efficacia del digiuno, bisogna fare extra attenzione nell’interrompere il digiuno – specialmente se si tratta di digiuno prolungato. Interrompere il digiuno “è la vera arte del digiuno”, come direbbero alcuni igienisti.

Albert Mosséri chiama la fase post-digiuno “half fast“, ossia mezzo-digiuno. E incita ad usare questo termine per ricordare alla persona che è ancora in fase di guarigione interna. E credo sia un ottimo punto da cui partire. Nel mezzo-digiuno si riprende l’alimentazione solida e questa deve essere fatta per gradi…

Molti che hanno digiunato o semi-digiunato hanno fatto l’errore (me compresa!) di abbuffarsi dopo il digiuno. Specialmente se sono i primi tentativi che fa. Anche a me è successo in Germania, nel 2010, quando ho tentato i primi digiuni di una settimana (non proprio veri, perché assumevo un po’ di succo diluito in acqua e del miele la mattina). Non appena è scattata la mezzanotte dell’ottavo giorno non ho resistito e mi sono catapultata su yogurt e schifezze varie. Uh mamma…. Errore grave! Non sapevo bene quello che stavo facendo, stavo sperimentando (non avevo ancora scoperto l’Igiene Naturale). Per questo motivo non posso dire abbastanza quanto sia importante informarsi bene prima di intraprendere un digiuno. Specialmente se si hanno patologie gravi. Io ero una ragazza curiosa e mi è sempre piaciuto provare cose nuove. Ma non ho mai avuto patologie gravi fisiche, o psicologiche. Ero semplicemente un po’ loca 😉

Ecco qui il video che ho girato qualche giorno dopo aver portato a termine un digiuno prolungato di 17 giorni, nel 2016. Un digiuno “a secco” e ad acqua. Nel video parlo delle cose più importanti da tenere a mente quando si termina un digiuno. Sotto il video riporto la lista in breve.

Cose da tenere a mente sul come interrompere un digiuno (specialmente se prolungato)

  1. Il periodo di mezzo-digiuno, e quindi la ripresa all’alimentazione solida, dovrebbe durare la metà dei giorni di digiuno. Ad esempio: se il digiuno è durato 4 giorni, il mezzo-digiuno è di 2 giorni. Se il digiuno è durato 14 giorni, la ripresa è di 7 giorni. E così via.
  2. Durante la fase del mezzo-digiuno assumere piccole porzioni di alimenti durante la giornata. Piccole, ma frequenti. Si potrebbe cominciare con un pezzetto di mela, ed aspettare mezz’ora. Ancora un pezzetto di mela e aspettare un’ora. E quindi un altro pezzetto di mela o mezza e così via. Masticare bene ogni bocconcino.
  3. E’ meglio prediligere alimenti che siano facili da digerire, come la frutta, per cominciare. Meglio se alimenti (frutti) ad alto contenuto di acqua, come anguria, melone ecc. Anche i succhi vanno bene, ma sarà bene “mangiarli” con il cucchiaino, onde evitare di trangugiarli in un colpo.
    A proposito dei succhi, Shelton spesso faceva terminare i digiuni con del succo di pomodoro. Dopo il digiuno prolungato il corpo è felice di ricevere sali minerali organici.
    Noi ad esempio abbiamo terminato il nostro digiuno di 17 giorni con dell’anguria a piccoli morsi e poi frullato di anguria e lattuga, di cui abbiamo poi filtrato la fibra.
    Il nostro mentore, Robert, in particolare suggerisce di assumere dopo il digiuno prolungato un estratto in cui ci siano anche dei vegetali, ad esempio mela-sedano.
    So che l’ho già detto, ma i succhi vanno sorseggiati e bevuti ultra-lentamente.
  4. Se il digiuno è breve, si possono introdurre dei semi o della frutta secca già la sera del primo giorno post digiuno, ma se il digiuno è prolungato (più di 7-10 giorni), sarà meglio aspettare il giorno 2 o 3. Questi devono essere ultra masticati, fino a diventare poltiglia in bocca.
  5. NO SALE o condimenti per tutta la durata del mezzo-digiuno. Perché? Perché c’è un alto rischio di ritenzione idrica. Il digiuno fa in modo che il tuo corpo elimini il sale e le tossine, scaricando l’acqua. E se cominci a mangiare taralli, pizza, pasta, zuppe di legumi, formaggi o a condire le tue insalate, c’è un’alta probabilità che ti gonfierai come un palloncino. Ho letto di persone che hanno avuto grossi problemi di ritenzione idrica per aver interrotto male il digiuno – problemi che sono perdurati anni! Una mia amica ha messo su 10 kg in una settimana, perché dopo il digiuno è andata in vacanza e ha mangiato di tutto.
    Molto MOLTO importante: niente sale, spezie e condimenti dopo il digiuno e almeno durante il periodo di mezzo-digiuno (di fatto, dovrebbero essere eliminati dalla dieta, perché tossici. Ma chi riesce a non farne uso a vita? Almeno prova a limitarli nella tua cucina, per quanto ti è possibile 🙂 )
  6. Avrai bisogno di recuperare energie e stoccare le riserve. Non esagerare con il lavoro e l’attività fisica! Dai tempo al tuo corpo di riprendersi.
    Il giorno 2 puoi cominciare con una passeggiata o degli esercizi di allungamento. Un po’ come quelli che suggeriamo in questo video (esercizi suggeriti da un fisioterapista, ma mi raccomando sempre di ascoltare il tuo corpo e non sforzare alcun movimento).
  7. Il dottor Shelton scrive che dopo 7 giorni di digiuno l’intestino diventa sterile. Quindi niente flora batterica che ti aiuta a digerire e ad assimilare certi valori nutritivi. Non so se esattamente dopo 7 giorni scatti la ora X e tutti i batteri muoiano, ma se intraprendi un digiuno di oltre 7 giorni tieni a mente che è ancora più importante che fai attenzione a come riprendi l’alimentazione. Dovrai concentrarti su cibi di facile digestione, come la frutta, così da non tassare il sistema, e da introdurre pre-biotici che aiuteranno il ripristino di una flora batterica “buona”.
    (Questo è uno dei motivi per i quali il digiuno è così efficace nel risolvere i problemi intestinali.)

ATTENZIONE – Una nota di attenzione va fatta. Il digiuno, sebbene praticato dai tempi antichi (ricordiamoci che quest’abbondanza di cibo risale a qualche decade fa, prima era solo un miraggio), non fa per tutti. Non tutti sono pronti a praticare un digiuno, oggi.

Primo, perché potrebbero non essere preparati a farlo e per questo si consiglia di leggere dei libri sul digiuno. Io consiglio Il Digiuno può Salvarti la Vita di Shelton. E mentre si digiuna, consiglio vivamente di leggere le parole di Gesù ne Il Vangelo Esseno della Pace.
Poi, bisogna verificare lo stato di salute della persona. Se una persona ha una patologia grave, è bene che pratichi il digiuno sotto controllo medico o di un esperto in digiuni. Di fatto, è consigliato fare un digiuno al di sopra dei 5 giorni sempre con l’aiuto di un professionista.

Le donne incinte non dovrebbero digiunare. Se non un mini-digiuno di max. 3 giorni nei primi 3 mesi di gestazione per fare le “pulizie di casa”. Questo è quello che le donne/mamme igieniste consigliano.
I minorenni non dovrebbero digiunare, a meno che non sia il corpo che lo richiede, come in caso di malattia acuta. In quel caso è possibile farlo sotto la supervisione di genitori preparati e/o il controllo di un professionista (i bambini solitamente hanno un’alta vitalità e poca tossicità e pertanto i loro corpi guariscono dalla malattia grazie ad un digiuno di 1-3 giorni in media).
Donne e ragazze con disordini alimentari non dovrebbero digiunare. Il digiuno non è la soluzione per questi casi.

Infine, la responsabilità di un digiuno rimane nelle mani dell’individuo. E’ sua responsabilità prendersi cura di essere bene informato, del processo del digiuno, a chi si rivolge per fare un digiuno, quando terminare un digiuno, come interrompere un digiuno ecc. Se si hanno dei dubbi, è meglio contattare dei professionisti di digiuno e sicuramente non cominciare con un digiuno prolungato. Un digiuno breve di 24 o 36 ore è un ottimo inizio per capire come il proprio corpo reagisce.

Il digiuno è una cosa meravigliosa

Da tempo al tuo corpo di guarire, ed offre le energie per farlo, perché queste non vengono utilizzate nell’arduo processo digestivo. A livello fisico sono incredibili i miglioramenti che si possono aspettare. Il digiuno è come un chirurgo senza bisturi fai da te: va alla causa della malattia e la elimina. A livello mentale è come se un velo si alzasse, ti senti estremamente focalizzato e con un potere di concentrazione e abilità nei processi neurologici altissimo. A livello emozionale ti senti pacifico, emozionalmente bilanciato. A livello spirituale ti riporta in connessione con il tuo vero io e ciò che è importante nella vita. Spesso si riscontrano connessioni eteree. Può essere il momento per una grande svolta.

Questo è anche un momento per capire di che cos’ha davvero bisogno il tuo corpo. Ti offre l’occasione di eliminare cattive abitudini, se ne hai. Sigaretta o bicchiere di vino dopo il digiuno? Qualcuno??
Osserva come il cibo influisce sull’organismo. Nota come il sale brucia la lingua, come l’aceto infiamma l’esofago, come ti svegli pieno di muco il giorno dopo aver mangiato un pasto cotto. Il tuo corpo ti parla, ascoltalo! Grazie al digiuno tutti i tuoi sensi saranno amplificati. Il processo della rialimentazione diventa una vera emozione!

Il corpo umano ha il potere di auto-guarigione

La maggior parte delle persone non realizza questa semplice nozione: il corpo ha il potere di auto-guarigione. E il digiuno provvede del miglior ambiente per fare ciò. La riparazione dell’organismo avviene ogni giorno e ogni secondo della vita, ma dipende dall’ammontare di energia e vitalità che il corpo ha a disposizione. Durante un digiuno, il corpo risparmia le energie dai processi di digestione e dalle altre attività e le reindirizza alla riparazione, manutenzione, pulizia e in questo modo si ristabilisce.
Ancora non si comprende la mega potenza di questa informazione. Ci mette nella condizione di prendere controllo su ciò che è nostro, ed è innato: la nostra salute.
Possiamo vivere davvero bene da soli, senza il bisogno di altre figure che si prendano cura del nostro corpo, a causa di una nostra mancanza di informazione e comprensione.

La nostra missione, come igienisti, è offrire alle persone che sono pronte e si trovano sul cammino della padronanza del sè, la consapevolezza pratica di essere in grado di dare al corpo umano tutto ciò di cui ha bisogno per essere in salute e felice – dalla nascita alla morte. Questo è il dono dell’Igiene Naturale!

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