Calisthenics: raggiungi la tua forma fisica naturale No ratings yet.

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In questo articolo Giovanni ci parla ancora di calisthenics, o calistenia (callistenìa). Sappiamo quanto sia importante muoversi nella vita. Il movimento è tutto. Se non c’è movimento, c’è stallo – e infine, discesa. Muoverci ci fa sentire bene, perché è naturale. Ma per apprezzare il movimento, dobbiamo, appunto, muoverci. O almeno iniziare…

Articolo di: Giovanni Gaggero

Calisthenics: semplicemente… muoversi

Cosa rappresenta per noi lo sport, perchè lo pratichiamo/vorremmo praticare? Alcune risposte comuni potrebbero essere: per perdere peso, perchè fa bene, per avere un fisico più attraente…

Gli animali, anche i nostri amici domestici, probabilmente non hanno nessuna di queste motivazioni; eppure corrono, saltano, lottano fra di loro. Muoversi è ciò che li contraddistingue come animali: giocare con l’ambiente esterno è piacevole. Essendo una funzione biologica utile, come mangiare, dormire (o anche accoppiarsi 😉 ) la natura lo rende appagante, e non abbiamo bisogno di ulteriori motivazioni razionali per apprezzarlo.

Nessuno nasce con un’avversione allo sport. Se qualcuno o qualcosa nel nostro percorso ci ha fatto perdere la capacità di apprezzare questo piacere, non importa; è giunto il momento di recuperarlo. Gioco è la parola d’ordine. I benefici (e si potrebbero riempire interi libri), saranno piacevoli conseguenze.

Quale sport, con cosa iniziare, con quali obiettivi realistici?

Ho già scritto per il blog di Serena sul Calisthenics (vedi l’articolo: Cos’è la calistenia); negli ultimi anni questa disciplina si è diffusa a macchia d’olio, e chi ne segue l’evoluzione può apprezzare in Italia un numero crescente di nuovi parchi attrezzati, eventi, esibizioni anche su programmi tv (come Italia’s got talent).

Non è mia intenzione sponsorizzare una disciplina piuttosto che un’altra. Ma per spiegare il perchè la mia attenzione si rivolge a questa pratica invece che a sport molto più comuni, ecco alcuni fatti sulla fisiologia umana:

  • Il corpo umano sembra studiato per fare “di tutto”, e “abbastanza” bene.
  • Ha una struttura piuttosto buona per correre, anche se non ha sistemi energetici adatti a correre su lunghe distanze. (Vedi anche: Stress Ossidativo e Attività Fisica)
  • Ha una muscolatura della spalle e del braccio appositamente studiata per arrampicarsi (Vedi anche: Muscoli Biarticolari), ma a differenza delle agili scimmie ha sviluppato gambe pesanti e potenti.
  • Predilige sforzi intensi ma brevi, rispetto a marce lunghissime (come ad esempio le migrazioni degli uccelli).
  • Ridurre lo sport solo a un limitato set di movimenti ripetuti (corsa, ciclismo, tennis e numerosi sport di squadra…) è meno appagante, e spesso meno salutare.
  • Abbiamo grosse potenzialità di movimento; se dovessi citare una bibliografia a supporto di questo, direi semplicemente: provate a cercare su youtube Parkour, capoeira, break dance…

Ma ogni capacità che non si utilizza si perde. Un esempio che mi piace citare è quello dello squat profondo (foto posizione riposo qui sotto): una posizione che sia i bambini, sia altre popolazioni nel mondo considerano di riposo, per molti di noi diventa impraticabile.

squat profondo, calisthenics

Ecco la mia visione di sport, soprattutto per chi è agli inizi: muoversi… semplicemente.

Movimenti che qualcuno definirebbe “naturali”, altri “biomeccanicamente vantaggiosi”… Diverse definizioni, stesso concetto.

Con questo non intendo che non sia necessaria una tecnica, una programmazione, e magari un consiglio di qualcuno più esperto, ma solo che i primi obiettivi potrebbero essere riacquistare la capacità di:

  • fare uno squat profondo, flettere la gambe sul busto (“toccarsi le punte dei piedi”), saltare;
  • fare qualche trazione o dip o piegamento a terra (le “flessioni”);
  • mantenere il corpo teso attraverso i muscoli del tronco (plank, barchetta….),
  • estendere la colonna vertebrale (come avviene nel ponte);
  • muovere le braccia in tutte le posizioni concesse dall’articolazione: sopra la testa, dietro il piano del corpo ecc.

Nella pratica

Prova ora qualche movimento che ho citato prima, scegliendo la versione più semplice che riesci a fare. Fatto? In effetti, basta questo: iniziare, scegliendo una routine poco impegnativa, tale da poterla adottare costantemente per settimane, finché diventa un abitudine, e poi un’esigenza.

Per routine intendo un programma che comprenda esercizi da fare e numero di allenamenti settimanali. Non c’è un minimo di ore settimanali, ma c’è un minimo di costanza: ogni settimana.

Una routine si deve basare su degli obiettivi, che possono essere di vario genere: come ho scritto prima, consiglio di porsi come obiettivi il raggiungimento di certi movimenti che esprimono forza e mobilità.

Per riassumere:

  1. valuta il tuo stato di forma
  2. scegli degli obiettivi
  3. programma un allenamento per raggiungerli
  4. una volta raggiunti, riparti dal punto 1

Interpretate il calisthenics come un processo: non c’è un limite minimo per iniziare, e tantomeno c’è un limite massimo. Ogni condizione fisica è sia un punto di arrivo che un punto di partenza, l’unico vincolo è avere chiara la progressione di difficoltà.

Altri piccoli consigli che mi sento di dare sono:

  • Iscriversi a un corso di qualche sport che permetta di muoversi; non me ne vogliano gli istruttori di palestra o di spinning, ma quello a cui mi riferisco sono attività come ginnastica, danza, arti marziali….
  • Creare un ambiente domestico in cui potersi allenare sempre, anche quando avanzano 10 minuti fra un attività e l’altra: avere la possibilità di muoversi anche senza “andare in palestra”.
  • Prendersi una semplice tavola anatomica e scoprire i muscoli, toccarli, muoverli, prenderne coscienza.
  • Dimenticarsi di allenare il muscolo, ma allenare i movimenti (osservando e chiedendo a chi li pratica correttamente)

Piccola riflessione

Voglio concludere con una piccola riflessione. Il mondo del fitness ci ha abituati a foto di fisici perfetti, mantra motivanti (“no pain no gain”), sempre nuovi prodotti brucia grassi/accumula massa… Sentirsi inadeguati è la base per diventare consumatori.

Per me il calisthenics è allenarsi anche con solo un prato e un albero, per il puro piacere di farlo. Mettendo da parte i fini estetici, che magari arriveranno, ma non possono essere l’obiettivo: vorrebbe dire invertire l’ingegneria del corpo, che è bello quando funziona, mentre non vale assolutamente il contrario.

E’ il momento di radicare nella nostra quotidianità lo sport, come un piacere, se non un’esigenza, a cui nessuno vorrebbe rinunciare. Hai un corpo: semplicemente…muoviti. :)

Giovanni Gaggero
Vegan calisthenic e streetworkout Italia

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