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mindfulness, 7 pilastri

La Mindful Eating è un tema che trovo di grande interesse. Quando si parla di alimentazione ci si concentra spesso sul cosa e in quale quantità, poco si parla del come e del contesto in cui si mangia. In questo articolo Raffaella Succi ci spiega che cos’è la Mindfulness e descrive i suoi 7 fondamenti. Segue a breve un altro articolo della psicologa dove invece andrà a parlare più nello specifico di Mindful Eating e ci darà qualche esercizio da mettere subito in pratica.

Articolo di: Raffaella Succi
psicologa psicoterapeuta

A chi non è mai successo di trovarsi in un locale in compagnia di amici e di mangiare manciate di patatine senza neanche rendersene conto? Oppure, durante una pausa pranzo, di ingoiare il pasto in modo frettoloso e nel frattempo rispondere alle e-mail, chattare o navigare sui social? O ancora di avere una giornata storta in cui ci si sente giù e si cerca conforto in una vaschetta di gelato o in qualsiasi altro cibo dolce della dispensa? La lista di comportamenti alimentari poco salutari potrebbe continuare ancora.

Liberi nelle scelte alimentari? Non noi.

Ognuno di noi può facilmente rendersi conto di quanto il proprio rapporto con il cibo sia condizionato da fattori che non hanno niente a che fare con il fisiologico stimolo della fame, fattori che possono essere ad esempio il contesto sociale, oppure un determinato stato d’animo. Crediamo di essere liberi nelle nostre scelte alimentari, in realtà il più delle volte mettiamo in atto degli automatismi di cui siamo totalmente inconsapevoli e puntualmente ci sentiamo in colpa per aver mangiato troppo, ci rimproveriamo per non aver saputo resistere a quel cibo che fa ingrassare, finendo in un meccanismo in cui il mangiare diventa fonte di ansia e insoddisfazione, quando invece dovrebbe essere un momento di nutrimento e cura per noi stessi.

Il concetto di Mindful Eating

Un modo per uscire da questo circolo vizioso esiste e si chiama mindful eating, una pratica che ci aiuta a riprendere il controllo delle nostre scelte alimentari, insegnandoci a mangiare con consapevolezza e ci permette di avere con il cibo un rapporto più sano e autentico.

Prima di parlare nello specifico di mindful eating, dobbiamo fare riferimento alla sua matrice d’origine, la mindfulness: pratica che deriva dalla tradizione meditativa buddhista e che permette di sviluppare la consapevolezza lucida di ciò che accade nel momento attuale, nel “qui e ora”.

Il concetto di Mindfulness

Mindfulness significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, al momento presente e in modo non giudicante” secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets che, a partire dal 1979, unendo le sue conoscenze scientifiche alla grande esperienza nella pratica meditativa, ha ideato un protocollo per introdurre la meditazione come intervento nei contesti clinici, al fine di trasformare lo stato individuale di sofferenza e stress in una maggiore percezione di benessere.

I 7 pilastri della Mindfulness

Le radici della mindful eating sono quindi da rintracciare nei 7 pilastri della mindfulness, che sono:

1. NON GIUDIZIO.

La nostra mente tende inconsapevolmente ad emettere giudizi (bello/brutto, buono/cattivo…) verso noi stessi, gli altri o le cose. La mindfulness ci insegna a diventare consapevoli di questi giudizi e a lasciarli andare, considerando le cose così come sono.

2. PAZIENZA.

Avere pazienza significa vivere ogni esperienza nel rispetto dei suoi tempi, senza volere tutto e subito. Ogni cosa ha i suoi tempi di maturazione. Con la mindfulness coltiviamo la pazienza e la capacità di attendere che il nostro potenziale si realizzi in maniera naturale.

3. MENTE DEL PRINCIPIANTE.

Approcciare ogni cosa come se fosse la prima volta, con l’atteggiamento di un bambino curioso e osservatore dei dettagli, privo di condizionamenti, che sperimenta ogni evento come unico e nuovo.

4. FIDUCIA.

In noi stessi e nelle capacità di cui siamo naturalmente dotati. La mindfulness permette di entrare in contatto con i segnali del proprio corpo (ad esempio lo stimolo di fame/sazietà), dando valore alla propria saggezza interiore.

5. NON CERCARE RISULTATI.

Cercare a tutti i costi il risultato è di ostacolo al raggiungimento del risultato stesso perchè crea una condizione di ansia che si rivela controproducente. Attraverso la mindfulness impariamo ad essere anziché fare, senza avere aspettative elevate, con pazienza e fiducia nel momento presente.

6. ACCETTAZIONE.

Prendere le cose così come sono, senza avere pretese e senza cercare di evitare situazioni spiacevoli, agitarsi nelle sabbie mobili fa affondare più velocemente. Questa facoltà mentale che si sviluppa con la pratica meditativa non va intesa nel senso della rassegnazione, che è un atteggiamento di passività. Al contrario, l’accettazione è un processo attivo che consente di aprirsi agli eventi confidando nel cambiamento e nella crescita che essi comportano.

7. LASCIARE ANDARE.

I pensieri e le emozioni negative che ci ancorano a esperienze passate e condizionano il nostro modo di vivere il presente. Abbandonare la tendenza a rimuginare sul passato per far fluire il cambiamento.

La Mindfulness è consapevolezza

La mindfulness quindi è un’attitudine di profonda consapevolezza del momento presente e di ciò che ci circonda, dei nostri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche nel momento stesso in cui li stiamo sperimentando. Permette di liberarci dagli automatismi che guidano i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni. Promuove l’equilibrio, la scelta consapevole, la saggezza interiore (intesa come la capacità di essere pienamente a contatto con se stessi) e l’accettazione di ciò che è immodificabile.

Raffaella Succi, psicologa psicoterapeuta

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Serena P. condivide con passione e gioia le sue conoscenze, frutto dei suoi studi ed esperienza personale. Promuove una vita piú spontanea e naturale, in sintonia con il proprio istinto. Attualmente vive a Vilcabamba, in Ecuador, nella Valle Sacra degli Incas, dove gode dei frutti della Natura, nel loro stato piú puro.

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